International Premiere | In Competition | Online
Guests: KIM Tae-yong, director; JANG Hye-jin, actress
South Korea, 2026, 105’, Korean
Directed by: Kim Tae-yong
Screenplay: Kim Tae-yong
Cinematography (color): Moon Yong-gun
Editing: Yang Dong-yeop
Production Design: Kim Bo-mi
Music: Kim Hae-won
Producers: Yoon Seok-chan, Jo Gun-won, Lee Jeong-im
Cast: Choi Woo-shik (Ha-min), Jang Hye-jin (Lee Eun-sil), Gong Seung-yeon (Ryeo-eun), Yu Jae-myeong (Ha-min’s dad)
Date of First Release in Territory: February 11th, 2026
Ha-min, il protagonista di Number One, subisce un dolore improvviso non appena il film inizia. La morte del fratello maggiore lo lascia stordito e disorientato. La sua affettuosa famiglia di tre persone (il padre di Ha-min è morto quando lui era ancora un neonato) si riduce improvvisamente a due componenti: solo lui e sua madre. Poi, mentre cerca di adattarsi alla sua nuova vita, nota qualcosa di strano. Di tanto in tanto alza lo sguardo e vede un numero che fluttua nell’aria. Nessun altro può vederlo, il che lo porta a sospettare che ci sia qualcosa che non va nella sua vista, o peggio, nella sua sanità mentale. Inoltre, i numeri stanno lentamente diminuendo. Alla fine riesce a identificare il fattore che li fa calare: succede quando mangia, o più precisamente quando consuma un pasto cucinato da sua madre.
Dal punto di vista del genere, Number One può essere descritto come un melodramma familiare piuttosto realistico, fatta eccezione per questo elemento fantastico che attraversa l’intera storia. Si tratta di un’idea insolita ma indubbiamente originale su cui costruire un film, tratta dalla novella dello scrittore giapponese Uwano Sora You Have 328 More Chances to Eat Your Mother’s Home-Cooked Meals. Sebbene il protagonista della novella sia un ragazzo in età scolare, il regista Kim Tae-yong ha rielaborato la storia incentrandola su un giovane uomo all’inizio della sua vita adulta, proiettato verso il futuro ma tormentato da questo inquietante conto alla rovescia che solo lui è in grado di vedere.
È quando il padre defunto comincia a fargli visita nei sogni che Ha-min capisce il significato di quei numeri. Quando il conto alla rovescia arriverà a zero, gli dice il padre, sua madre morirà. Questo è sufficiente a gettare Ha-min nel panico. Eppure ha un certo controllo sulla situazione: se mangia un pasto cucinato da qualcun altro o va a mangiare al ristorante, il numero rimane invariato. Inizia così a nascere un conflitto tra lui e la madre, che non riesce a capire perché suo figlio rifiuti improvvisamente la sua cucina. Alla fine Ha-min decide che la cosa migliore per entrambi è che lui si trasferisca da Busan a Seoul per iniziare lì una nuova vita.
Uno dei motivi per vedere Number One (un titolo che suona allegro e ottimista finché non se ne comprende il significato in questo contesto) è la recitazione di Choi Woo-shik e Jang Hye-jin, riuniti in questo film sei anni dopo aver interpretato madre e figlio in Parasite di Bong Joon-ho. Entrambi sono attori naturalmente dotati, che riescono a esprimere con delicatezza le emozioni contrastanti dei loro personaggi, e funzionano molto bene insieme in scena. A loro si unisce Gong Seung-yeon, che interpreta la nuova fidanzata di Ha-min a Seoul: una donna cresciuta senza genitori e desiderosa di costruire un legame significativo con la madre di lui.
In questo modo, Number One ruota attorno a temi legati alla famiglia: cosa significa crescere senza un genitore, o cosa si prova all’idea di dover dire addio a un padre o a una madre. Sono riflessioni dolorose, ma il regista Kim riesce a infondere nella storia una grande dose di calore umano. Nessuno potrebbe accusare questo film di non avere un cuore.
Kim Tae-yong
Il regista Kim Tae-yong (da non confondere con l’altro regista omonimo) ha attirato per la prima volta l’attenzione nel 2010, quando il suo cortometraggio Frozen Land è stato presentato nella sezione Cinefondation del festival di Cannes. Nei tre anni successivi Kim ha realizzato altri cinque cortometraggi, tra cui Negligence of Service (2011), che ha vinto un premio al Mise-en-Scene Genre Film Festival in Corea. Il suo film d’esordio, Set Me Free, in parte basato sulla sua esperienza personale di adolescente vissuto in una casa famiglia, è stato acclamato dalla critica e presentato al festival di Rotterdam. La sua opera seconda è il thriller psicologico Misbehavior. Number One è il suo terzo lungometraggio.
Filmografia
2014 – Set Me Free
2017 – Misbehavior
2026 – Number One
Darcy Paquet