World Premiere | Restored Classics | Out Of Competition
South Korea, 1997/4K 2026, 95’, Korean
Directed by: Park Chul-soo
Screenplay: Ji Sang-hak, Byeon Won-mi
Cinematography (color): Seong Gwang-je
Editing: Kim Hyun
Music: Byeon Seong-ryong
Producers: Kim Jong-hak, Baek Jong-hak
Cast: Hwang Cine (Dr. Han Jeong-yeon), Pang Eun-jin (Dr. Min Hye-seok)
Date of First Release in Territory: May 31st, 1997
È facile essere tentati di classificare
Push! Push! (1997) di Park Chul-soo come una sorta di film di eroi, perché le due dottoresse protagoniste sono tanto formidabili e resilienti quanto qualsiasi astronauta o spia. La storia si svolge quasi interamente tra i muri di un ospedale di ostetricia e ginecologia, dove drammi legati a nascita, sesso, morte, perdita, amore e tradimento si susseguono in un flusso vertiginoso di crisi e soluzioni. Ciò che al film manca in termini di narrazione convenzionale viene compensato dalla sua inesauribile energia, dal commento sociale e dalla varietà di sfide quotidiane affrontate dalle due protagoniste.
A interpretare i ruoli principali sono Hwang Cine e Pang Eun-jin, che formano uno dei tandem attoriali più distintivi del cinema coreano degli anni Novanta. Due anni prima le due attrici avevano già lasciato il segno con
301, 302, sempre diretto da Park, incentrato su due donne che vivono in appartamenti adiacenti. Con i suoi temi legati al genere, ai traumi e ai disturbi alimentari,
301, 302 è stato uno dei pochi film coreani dell’epoca a ottenere una distribuzione internazionale. In
Push! Push!, Hwang Cine (che venne a Udine nel 1999 con la commedia
Bedroom and Courtroom) interpreta la dottoressa Han, una donna dal temperamento impulsivo e dalla vita privata complicata, che oltre al lavoro ospedaliero appare anche in tv per discutere temi legati a sessualità e salute. Pang Eun-jin è invece la dottoressa Min, più introversa ma altrettanto motivata e dedita al proprio lavoro. Insieme, le due donne formano una squadra efficace, spronandosi a vicenda quando serve, e offrendo supporto emotivo.
La sceneggiatura – frutto della collaborazione tra una sceneggiatrice esordiente, Byeon Won-mi, e uno scrittore con decenni di esperienza, Ji Sang-hak – presenta un ampio spaccato della società coreana degli anni Novanta attraverso le diverse tipologie di pazienti che passano per l’ospedale. Nell’ambiente intimo dello studio medico emergono opinioni dirette e senza filtri su temi delicati come la discriminazione di genere, l’aborto, le malattie sessualmente trasmissibili, la masturbazione femminile e altro ancora.
E, sebbene il film sia pervaso da un’energia irriverente, il suo obiettivo principale non sembra quello di scandalizzare, quanto piuttosto di stimolare il dibattito, tanto che, a tratti, entra persino in modalità educativa, come quando offre agli spettatori una guida illustrata al sesso in gravidanza.
Push! Push! debuttò in Corea nel 1997 e fu presentato nella sezione Panorama della Berlinale del 1998. Nonostante ciò, da allora è stato raramente citato e non è mai stato distribuito in DVD o Blu-ray. Forse all’epoca alcuni spettatori potrebbero averlo percepito come un mettere in piazza i panni sporchi della società coreana in un modo che creava disagio. Ma oggi, a quasi 30 anni dalla sua realizzazione, la visione del film risulta sorprendentemente illuminante. Per certi versi, la società coreana è cambiata al punto da risultare irriconoscibile. Ad esempio, il film evidenzia una preferenza tradizionale per i figli maschi, diffusa in tutta la società coreana, che genera forte pressione sulle donne incinte nel film. Oggi, questa mentalità è quasi completamente sparita: secondo un recente sondaggio condotto su 44 paesi, la Corea del Sud risulta al primo posto per preferenza verso le figlie femmine. In altri ambiti, però, ci si sarebbe potuti aspettare cambiamenti sociali più profondi di quelli effettivamente avvenuti. Viene anche spontaneo chiedersi: siamo davvero più a nostro agio nel parlare di sesso rispetto a 30 anni fa?
Push! Push! lascia allo spettatore molto su cui riflettere, ma sarebbe sbagliato definirlo semplicemente un film a tema. Il regista Park Chul-soo inserisce una notevole dose di umorismo (le infermiere che assistono le dottoresse rubano spesso la scena), e in particolare il lavoro della macchina da presa è di alto livello. Anche se l’idea di un film ambientato in un reparto di ostetricia e ginecologia potrebbe non sembrare particolarmente attraente, una volta che si inizia a guardare, è difficile smettere.
Park Chul-soo
Dopo essere cresciuto in un villaggio rurale, Park Chul-soo ebbe la sua prima esperienza cinematografica in sala vedendo
West Side Story alle soglie dell’età adulta. Negli anni Ottanta diresse diversi classici del cinema coreano, tra cui
Mother e
Pillar of Mist. Tuttavia, fu solo a metà degli anni Novanta che ottenne riconoscimento internazionale con
301, 302 (1995),
Farewell My Darling (1996) e
Push! Push! (1997). Il suo
Green Chair fu presentato anche al Sundance Film Festival. Nel corso della sua carriera diresse 29 lungometraggi, lavorò anche come produttore e fondò una piccola scuola di cinema. Park morì tragicamente in un incidente stradale nel 2013.
Filmografia selezionata
1985 – Mother
1986 – Pillar of Mist
1994 – Sado Sade Impotence
1995 – 301, 302
1996 – Farewell My Darling
1997 – Push! Push!
1998 – Kazoku Cinema
2000 – Bongja
2004 – Green Chair
2012 – B.E.D