Italian Premiere | In Competition
Hong Kong, 2025, 106’, Cantonese
Directed by: Tam Wai-ching
Screenplay: Tam Wai-ching
Cinematography (color): Li Kam-po
Editing: William Chang, Lai Kwun-tung, Tam Wai-ching
Art Direction: Cheung Siu-hong
Music: Kelvin Yuen
Producers: Stanley Kwan, Catherine Kwan
Cast: Fish Liew (Mui), Carlos Chan (Ken), Alice Lau (Mrs Mui), Kate Yeung (Ken’s sister), Polly Lau (Eva), Lam Tze-yuen (Joe)
Date of First Release in Territory: November 27th, 2025
A otto anni dal suo esordio con
In Your Dreams (2017), la regista Tam Wai-ching torna al cinema con una storia audace sulla rivendicazione di autonomia e identità di una donna. La protagonista è Mui, un’artista visiva trentenne affetta da paralisi cerebrale. Ponendola al centro della narrazione, Tam dà voce alle persone con disabilità e ai loro desideri, in modi che il cinema hongkonghese non aveva mai osato esplorare prima d’ora.
Sebbene a casa sia costantemente sorvegliata dalla madre (Alice Lau) e da una collaboratrice domestica, lontano dai loro sguardi Mui (Fish Liew) è indipendente, esplora la propria sessualità e frequenta gli amici in giro per la città. Per questo motivo, la decisione della madre (incline a reagire in modo eccessivo anche solo se un uomo abbraccia semplicemente la figlia) di fissare una data per sottoporla a isterectomia rappresenta una sfida tanto alla sua autodeterminazione quanto alla sua femminilità. Con l’avvicinarsi dell’intervento, di cui Mui mette in discussione la necessità, un amico in sedia a rotelle le parla del poco conosciuto concetto di assistenza sessuale.
La curiosità di Mui si accende immediatamente. Le viene spiegato che servizi di assistenza sessuale per persone con disabilità, finalizzati all’esplorazione dell’intimità, sono diffusi in Giappone e a Taiwan, ma risultano difficili da sviluppare nella conservatrice Hong Kong. Ciononostante, Mui riesce a mettersi in contatto con Eva (Polly Lau), proprietaria di un bar, che ha gestito tali servizi all’estero, e viene abbinata a Ken (Carlos Chan), un operatore esperto, per una serie di incontri in una stanza d’albergo. Il limite standard è di tre sessioni e il primo incontro avviene senza difficoltà, con i due che si limitano a tenersi per mano e a chiacchierare. Negli incontri successivi si spingono oltre, ma quando tra loro inizia a nascere un legame e Mui chiede ulteriori appuntamenti, emerge che la vita di Ken è piuttosto complessa e iniziano a frapporsi degli ostacoli.
Nel corso dell’ultimo decennio, il cinema hongkonghese ha visto non pochi film di registi esordienti su tematiche sociali locali. Tam Wai-ching, però, non si limita a indulgere in un esercizio di autocommiserazione, né a un mero elenco di sventure.
Someone Like Me adotta uno sguardo compassionevole nei confronti di Mui e della sua condizione, concentrandosi sulle sue sfide intime e sui suoi desideri, e costruendo progressivamente una figura potente che chiude il film con parole finali cariche di determinazione. Tam gioca con il montaggio alternato, sceglie consapevolmente di ridurre i dialoghi nelle scene emotivamente più intense e lavora sui piccoli dettagli (in una scena, un’infermiera si rivolge a Mui come a una bambina, prima che la paziente ribalti la situazione). La regista esplora inoltre la psicologia dell’assistente sessuale, delineandolo come un uomo gravato dai debiti che in passato ha già affrontato la disabilità di una persona cara.
Tam necessitava di un’interprete che fosse in grado di sostenere le specifiche esigenze fisiche e verbali del ruolo di Mui, e l’ha trovata in Fish Liew. Nel corso di oltre un decennio all’interno del cinema di Hong Kong, l’attrice ha costruito una carriera in costante ascesa, spesso però in ruoli secondari o all’interno di cast corali. Qui invece Liew sostiene gran parte del film con una performance immersiva, frutto anche dell’approfondita ricerca condotta insieme alla regista sulla paralisi cerebrale prima della riprese. Un plauso va anche a Carlos Chan, per avere saputo restituire la complessità del proprio personaggio, sebbene la sua prova risulti inevitabilmente oscurata.
Al momento della sua uscita nelle sale di Hong Kong,
Someone Like Me è stato classificato come film per soli adulti, e questo ne ha limitato inizialmente la diffusione. Tuttavia, la stagione dei premi locali ha riacceso l’interesse nei suoi confronti, specie da quando Liew ha ottenuto riconoscimenti tra cui il premio come migliore attrice assegnato dalla Hong Kong Film Critics Society. L’urgenza di Tam di affrontare i tabù, costruire empatia e dare voce agli emarginati, integrando il tutto in un’opera cinematografica godibilissima, offre al pubblico un film (e in Mui un personaggio forte) per cui fare il tifo.
Tam Wai-ching
Tam Wai-ching, nata a Hong Kong nel 1984, è stata una scrittrice prima di intraprendere studi cinematografici presso la School of Creative Media della City University of Hong Kong. Nel 2012 il suo cortometraggio The Little One ha vinto il Best Creativity Award nell’ambito del programma hongkonghese Fresh Wave; successivamente è entrata nell’industria cinematografica come sceneggiatrice, collaborando a progetti come The White Storm (2013) e Operation Mekong (2016). Ha esordito nella regia di lungometraggi con In Your Dreams (2017).
FILMOGRAFIA
2017 – In Your Dreams
2025 – Someone Like Me