The Blood of Wolves

Yakusho Koji: Perfect Roles | Out Of Competition

 
Japan, 2018, 126’, Japanese

Directed by: Shiraishi Kazuya
Screenplay: Ikegami Junya
Cinematography (color): Haibara Takahiro
Editing: Kato Hitomi
Music: Yasukawa Goro
Producer: Amano Kazuto
Cast: Yakusho Koji, Matsuzaka Tori, Maki Yoko

Date of First Release in Territory: May 12th, 2018
 
Il regista Shiraishi Kazuya realizza un consapevole omaggio ai film di gangster giapponesi degli anni Settanta con The Blood of Wolves, un thriller poliziesco tratto dall’omonimo romanzo di Yuzuki Yuko. La vera fonte d’ispirazione del film, come lo stesso Shiraishi ha ammesso, è però Lotta senza codice d’onore (Battles Without Honor and Humanity), una fondamentale saga in cinque parti degli anni 1973-74 diretta da Fukasaku Kinji.

Ripercorrendo una vera guerra tra bande protrattasi per un ventennio a Hiroshima e nella vicina Kure, il capolavoro di Fukasaku aveva un’impronta contemporanea e uno slancio dinamico quasi estemporaneo. Anche il film di Shiraishi è ambientato a Hiroshima, ma la sua storia di un poliziotto veterano (Yakusho Koji) sospettato di collusione con la yakuza si svolge nel 1988 e ha tutta l’aria di un canto del cigno, con il suo protagonista corrotto che rappresenta l’ultimo esemplare di una specie in estinzione. Ciò non significa che le numerose scene d’azione del film soffrano di crisi da mezza età: pestaggi e spargimenti di sangue sono messi in scena con realismo viscerale e un tocco d’altri tempi.

Il poliziotto è Ogami Shogo, detto “Gami”. Trasandato e sboccato, piega le regole della polizia con la stessa nonchalance con cui estrae una sigaretta da un pacchetto accartocciato, ma ottiene anche dei risultati. Indagando sulla scomparsa di un contabile legato alla malavita, chiede con calma al nuovo partner Hioka (Matsuzaka Tori), integerrimo e destinato a una brillante carriera, di attaccar briga con un corpulento gangster in una sala di pachinko. Hioka obbedisce con riluttanza e viene pestato a sangue finché Gami non arriva in suo soccorso e poi, tutto sorridente, elenca i vari reati a cui ha appena assistito (e che ha provocato), sufficienti a spedire dietro le sbarre per un bel po’ il malvivente, soprannominato Sumo. Non è che Sumo vorrebbe vuotare il sacco su ciò che sa?

Assistendo a queste e ad altre flagranti violazioni delle corrette procedure di polizia, Hioka decide che Gami è un pessimo modello e un poliziotto corrotto. Gami, però, è più concentrato su una guerra tra bande che sta per esplodere.

Nel 1974 l’Odani-gumi aveva combattuto una sanguinosa battaglia territoriale contro la potente Irako-kai. Ora, 14 anni dopo, il viscido boss della Irako-kai (Ishibashi Renji) si è alleato con la Kakomura-gumi per impadronirsi definitivamente del territorio degli Odani.

Sospettando che ci siano i Kakomura dietro la scomparsa del contabile, Gami vuole scoprire la verità e impedire una guerra tra Odani e Kakomura. Ma sembra anche sostenere gli Odani, sabotando i Kakomura ogni volta che può. Che cosa sta succedendo veramente?, si chiede Hioka.

La sceneggiatura di Ikegami Junya svela abilmente uno dopo l’altro i molteplici livelli della trama. Inoltre, nonostante i numerosi personaggi, tra i quali l’astuta proprietaria di un bar (Maki Yoko) e un grottesco estremista di destra alla guida di un furgone propagandistico (Pierre Taki), il film non appare mai sovraffollato.

Da un lato, le morti violente sfoltiscono i ranghi con grande impatto; dall’altro, sia i poliziotti che i malavitosi, invece di essere degli stereotipi sono individui suggestivamente imperfetti, e non sempre sono ciò che sembrano. A partire da Gami.

L’attore veterano Yakusho ha già interpretato ruoli simili, come quello del poliziotto squilibrato in The World of Kanako (2014) di Nakashima Tetsuya, ma in questo film conferisce al personaggio di Gami un’energia nuova, come se essere invischiato con spietati criminali fosse un gioco divertente.

Gami però è anche un professionista serio, sebbene nasconda le proprie vere intenzioni dietro una maschera di leggerezza, e la lunga attesa prima che quella maschera cada è ampiamente ripagata.

 
Shiraishi Kazuya

Dopo aver diretto cortometraggi, video musicali e programmi televisivi, Shiraishi Kazuya (n. 1974) ha fatto il suo debutto cinematografico nel 2009 con Lost Paradise in Tokyo. Il suo thriller poliziesco del 2013, The Devil’s Path, è stato un grande successo di critica e di pubblico, mentre la protagonista del suo dramma sentimentale Birds Without Names (2017), Aoi Yu, ha ricevuto vari riconoscimenti, tra i quali il premio come miglior attrice ai Japan Academy Awards. Il thriller poliziesco del 2018 Blood of Wolves è stato proiettato al FEFF, così come il film su Wakamatsu Koji e la sua cerchia Dare to Stop Us (2018), il suo cupo dramma familiare One Night (2020), il sequel Last of the Wolves (2021) e il suo primo dramma in costume Bushido (2024).
 
FILMOGRAFIA SELEZIONATA

2009 – Lost Paradise in Tokyo
2013 – The Devil’s Path
2017 – Birds Without Names
2018 – The Blood of Wolves
2018 – Dare to Stop Us
2020 - One Night
2021 – Last of the Wolves
2024 – Bushido 
Mark Schilling
Regia: SHIRAISHI Kazuya
Anno: 2018
Durata: 126'
Stato: Japan
01/05 - 18:20
Visionario, Via Asquini 33
01-05-2026 18:20 01-05-2026 20:26Europe/Rome The Blood of Wolves Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org

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