Italian Premiere | In Competition
China, Hong Kong, 2025, 142’, Mandarin
Directed by: Larry Yang
Screenplay: Larry Yang
Cinematography (color): Qian Tiantian (CNSC)
Editing: Zhang Yibo
Art Supervision: Yang Wei
Production Design: Liu Lina
Costume Design: Boey Wong
Action Director: Su Hang (JCST)
Music: Nicolas Errera
Sound Design: Wang Yanwei
Post-Production Supervisor: Zhai Yujia
VFX Producer: Liu Qin
VFX Supervisor: Han Chao
Producers: Zhang Chao, Victoria Hon (HK), Zhang Puran, Su Beini, Belle Lau
Production Companies: iQIYI Pictures (Beijing) Co., Ltd, Beijing Hairun Pictures Co., Ltd.
Cast: Jackie Chan (Wong Tak Chung), Zhang Zifeng (He Qiuguo), Tony Leung Ka-fai (Fu Longsheng), Ci Sha (Simon/Xiwang), Wen Junhui (Feng), Zhou Zhengjie (Liu Jinxiao), Wang Ziyi (Wu Yaolei), Lang Yueting (Madam Wang), Liu Qiunan (Xin), Zac Wang (Ray), Li Zhekun (Zai Zai)
Date of First Release in Territory: August 16th, 2025
A quasi 20 anni da
Eye in the Sky di Yau Nai-hoi (FEFF 2007), l’universo di sguardi e pedinamenti che allora rifletteva l’ansia nascente della sorveglianza digitale diventa il punto di partenza per un nuovo adattamento, ambientato non più a Hong Kong ma in una Macao super spettacolare. Non si tratta di un semplice remake: dopo la versione coreana del 2013, questa rilettura firmata da Larry Yang – già autore di
Mountain Cry (FEFF 2016) – pone una domanda cruciale: nell’epoca degli algoritmi predittivi, ha ancora senso l’intuizione umana del poliziotto? O il mestiere della sorveglianza è destinato a essere inghiottito dai database? Riscrivendo quasi il 90% della sceneggiatura originaria, Yang trasforma la storia in un action contemporaneo che guarda dritto nell’occhio dell’intelligenza artificiale.
Lo sviluppo narrativo si regge sulla dinamica tra tre personaggi principali: il poliziotto in pensione Wong Tak Chung, interpretato da Jackie Chan, che aveva già collaborato con Yang nella commedia d’azione
Ride On; la giovane agente He Qiuguo (Zhang Zifeng), che diventa suo malgrado la protetta di Wong; e l’antagonista Fu Longsheng, criminale astuto e letale con il coltello, interpretato da Tony Leung Ka-fai, già nel ruolo nel film originale e qui immaginato come sopravvissuto agli eventi di 20 anni prima.
Il film procede con ritmo serrato, costruito come una partita a scacchi tra sorveglianti e sorvegliati, alternando pedinamenti virtuali e scontri corpo a corpo. Ma è anche un confronto tra generazioni: da un lato i due uomini maturi, ancora fisicamente combattivi; dall’altro i più giovani, che si affidano principalmente alla tecnologia. Jackie Chan, già settantunenne, ha eseguito personalmente tutti gli stunt: la sua ostinazione fisica diventa metafora della questione centrale del film – l’uomo contro la macchina, l’esperienza contro il software. La macchina da presa lo segue in inseguimenti mozzafiato e combattimenti serrati, dimostrando che il suo carisma scenico non ha perso intensità. Non sorprende, dunque, che il film abbia superato 1,3 miliardi di RMB [circa 162 milioni di euro] al box office e sia ritenuto uno dei migliori film d’azione interpretati da Chan negli ultimi anni.
Il film tocca anche il tema della paternità. Wong si sente responsabile della giovane poliziotta, figlia di un collega e amico morto in uno scontro con criminali, tragedia causata involontariamente da lui stesso. Fu Longsheng, invece, è devoto a un gruppo di orfani che ha “adottato”, educandoli all’arte del crimine. Ma mentre quella di Wong è una paternità protettiva, quasi tenera, il Fu di Tony Leung esercita un controllo perverso sui suoi “figli”: un rapporto sadico, fondato sulla violenza e sulla manipolazione psicologica.
Il cuore emotivo del film è il legame tra Wong e la giovane recluta, interpretata con carisma da Zhang Zifeng, attrice della Cina continentale, giovane ma già di grande esperienza. La dinamica tra i due, oscillante tra disciplina e affetto, è l’unico rapporto di empatia in un ambiente dominato da schermi e droni. Al contrario, il rapporto tra Fu e i suoi figli adottivi è caratterizzato da timore e rivalità, in particolare nei gemelli Simon e Xiwang, entrambi interpretati da Ci Sha.
Nel film, la città di Macao diventa un set spettacolare: dall’altezza vertiginosa della Macau Tower ai vicoli di Coloane con la loro architettura coloniale, fino agli interni scintillanti del Wynn Macau. A tratti il film assume i contorni di una cartolina turistica in cui Macao appare come un crocevia di lusso e malavita.
La sequenza finale, durante i titoli di coda, allude apertamente a un seguito, che Jackie Chan a gennaio 2026 ha confermato essere già in programma.
In definitiva,
The Shadow’s Edge è un film che guarda al futuro senza dimenticare il passato: uno spettacolare film d’azione capace di interrogare il presente tecnologico, trovando però la sua ragione d’essere nei rapporti umani – e nel volto segnato ma indomito di Jackie Chan, ancora una volta disposto a sfidare la gravità. E il tempo che passa.
Larry Yang
Larry Yang (n. 1981) è un rappresentante della nuova generazione di cineasti biculturali: a 16 anni si è trasferito negli USA per continuare gli studi. Tornato in Cina, ha studiato alla Beijing Film Academy. Ha poi studiato all’University of Edimburgh. Nel 2007 ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore e regista. Il secondo film, Sorry, I Love You (2014), tratto da un dramma coreano, ha avuto la sua prima alla sede delle Nazioni Unite a New York, ed è il primo film cinese proiettato là. Mountain Cry (FEFF 2016) ha vinto molti premi a festival nazionali e internazionali. The Shadow’s Edge segna la seconda collaborazione di Yang con Jackie Chan, che era stato protagonista del suo film del 2023 Ride On.
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2012 – Nana
2013 – Sorry, I Love You
2015 – Mountain Cry
2019 – Adoring
2023 – Ride On
2025 – The Shadow’s Edge