Unchained

World Premiere | In Competition 

 
Japan, 2026, 106’, Japanese

Directed by: Yoshida Keisuke
Screenplay: Yoshida Keisuke
Cinematography (color): Shida Takayuki
Editing: Komino Masashi
Music: Sebu Hiroko
Producers: Kusunoki Tomoharu, Ozeki Gen
Executive Producer: Kawamura Hideki
Cast: Ichinose Wataru, Kaho, Kohsaka Hayato, Shinohara Atsushi, Urabe Fusako, Yamazaki Nanami, Takada Mansaku, Matsuki Daisuke, Ozawa Mayu, Patrick Harlan

Date of First Release in Territory: June 26th, 2026
 
Yoshida Keisuke ha spesso raccontato personaggi estremi, come il serial killer dallo sguardo glaciale di Himeanole (2016) o il padre colto da una furia vendicativa dopo la morte accidentale della figlia adolescente in Intolerance (2021).

Tuttavia, si spinge ancora oltre con il disturbante e implacabile dramma sociale Unchained. Al centro della storia ci sono un’insegnante sotto pressione (Kaho) e un corpulento ex gangster (Ichinose Wataru), oggi responsabile di una struttura riabilitativa per adolescenti problematici: sono alle prese con un ragazzo (Kohsaka Hayato) apparentemente privo di qualsiasi senso morale. L’adolescente, che senza alcun rimorso commette atti di violenza con cui provoca danni permanenti o la quasi uccisione delle sue vittime, affermando “Sono felice di fare del male agli altri”, rappresenta il vero prototipo dell’adolescente psicopatico.

Sceneggiato dallo stesso Yoshida, che si è ispirato alle proprie esperienze giovanili con persone di questo tipo, il film si interroga non solo sulla possibilità di riabilitare il ragazzo, Kaito, ma anche se tale tentativo valga la sofferenza delle sue vittime. Quando Nishi Kengo, direttore della struttura Mirai no Sato, garantisce alla madre stremata di Kaito (Urabe Fusako) che suo figlio può cambiare, lo scetticismo è più che comprensibile. Il film non offre risposte facili.

Kaito e il suo complice dai capelli biondi, Yu (Wada Iori), sono due delinquenti che terrorizzano la classe di Kusano Fuyuko, la summenzionata insegnante in una scuola media. Abbandonata a sé stessa da una dirigenza scolastica codarda, la donna viene a sapere del centro di Nishi e della sua filosofia educativa, secondo cui con certi ragazzi difficili parlare non basta. “Devono provare dolore”, afferma.

Kaito, in particolare, è sull’autostrada per l’inferno: spara dei bengala che provocano dolorosissime ustioni alle sue vittime, picchia la madre e uccide a bastonate il cane di famiglia (il film risparmia allo spettatore le immagini degli ultimi due episodi).

Con Kusano nel ruolo di intermediaria, Nishi accoglie l’adolescente nel suo centro sul mare dove ragazze e ragazzi vengono impiegati in lavori che vanno dalla coltivazione di verdure in serra alla raccolta di rifiuti sulla spiaggia.

Proprio durante quest’ultima attività, Kaito spinge con noncuranza una ragazza, Uta (Yamazaki Nanami), facendola cadere da un argine in cemento e causandole lesioni permanenti al volto. “Cacciatelo via!”, urla lei disperata. “Ha bisogno di sostegno”, ribatte Nishi. Ma a Uta serve protezione.

Anche se Nishi, che i ragazzi chiamano “Capo”, non esita ad alzare le mani su Kaito, non è un bruto. Ha alle spalle un passato violento, che comprende un periodo in carcere, ma ha voltato pagina e usa le mani invece delle parole solo quando sente che il suo messaggio non viene recepito.

Nel ruolo di Kaito, Kohsaka Hayato con la sua chioma riccioluta ha un aspetto apparentemente fanciullesco, ma la sua malignità sorridente e assoluta è agghiacciante e rimane impressa. La ragione della sua cattiveria non è una rabbia derivata da traumi del passato: è solo che gli piace essere così.

Un indizio sulla sua personalità è presente nella figura del padre (Shinohara Atsushi), che vive di sussidi per un infortunio alla gamba ed è apatico, trasandato e sempre pronto a incolpare gli altri per i propri fallimenti. Kaito disprezza questo perenne vittimismo, e preferisce essere un carnefice.

Per Nishi, la convinzione che Kaito possa cambiare non è un semplice mantra consolatorio, ma scoprirà che quel cambiamento è fonte di sofferenza anche per lui. Nishi sopporta e Kaito, forse per la prima volta nella sua giovane vita, incontra un adulto che nonostante tutto è capace di perdonare l’imperdonabile.

Eppure Unchained incarna anche un vecchio adagio: la ruota che cigola ottiene più grasso. Anche se travolge teste innocenti lungo il cammino.

 
Yoshida Keisuke

Yoshida Keisuke (n. 1965) si è laureato alla scuola di cinema Tokyo Visual Arts e ha lavorato come direttore delle luci per video promozionali, spot per la tv e nei film del suo mentore, Tsukamoto Shinya. Nel 2006 ha esordito come regista con il dramma giovanile Raw Summer. In seguito Yoshida ha scritto un romanzo e lo ha fatto diventare un film, Café Isobe (2008). Il suo thriller poliziesco Himeanole (2015) è stato selezionato per il FEFF di Udine, come anche il suo dramma sulla boxe Blue del 2021 e missing del 2024.
 
FILMOGRAFIA SELEZIONATA

2005 – Raw Summer
2008 – Cafe Isobe
2010 – Triangle
2013 – Mugiko-san to
2013 – The Workhorse & the Bigmouth
2014 – Silver Spoon
2016 – Himeanole
2021 – Blue
2024 – missing
2026 – Unchained
Mark Schilling
Regia: YOSHIDA Keisuke
Anno: 2026
Durata: 106'
Stato: Japan
30/04 - 14:30
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
30-04-2026 14:30 30-04-2026 16:16Europe/Rome Unchained Far East Film Festival Teatro Nuovo Giovanni da UdineCEC Udine cec@cecudine.org

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