Yakusho Koji: Perfect Roles | Out Of Competition
Japan, 2020, 126’, Japanese
Directed by: Nishikawa Miwa
Screenplay: Nishikawa Miwa
Cinematography (color): Kasamatsu Norimichi
Editing: Kikuchi Tomomi, Miyajima Ryuji
Music: Hayashi Masaki
Cast: Yakusho Koji, Hashizume Isao, Kaji Meiko, Nagasawa Masami, Rokkaku Seiji, Hakuryu
Date of First Release in Territory: February 11th, 2021
Il sodalizio professionale tra Nishikawa Miwa e Kore-eda Hirokazu, uno dei registi giapponesi più acclamati a livello internazionale, risale a un quarto di secolo fa, quando lei lavorava alle produzioni cinematografiche come membro della troupe. Il suo film
Under the Open Sky, del 2020, è stato realizzato con la società di produzione di Kore-eda, la Bun-buku. Tratto da un romanzo di Saki Ryuzo del 1990, questo film è la prima trasposizione cinematografica di un’opera altrui da parte di Nishikawa, che in precedenza aveva diretto solo film con sceneggiature originali.
È interessante che l’ex detenuto protagonista del film ricordi quello de
Il terzo omicidio, un dramma processuale di Kore-eda del 2017: entrambi hanno scontato una pena detentiva per omicidio e sono interpretati dal superbamente versatile Yakusho Koji.
Nishikawa, comunque, non è un clone di Kore-eda. Rispetto al suo mentore, la regista ha in più una vena populista che emerge nei momenti caratterizzati da un umorismo farsesco o da un’emotività lacrimosa.
Il film inoltre esplora in profondità la vita difficile degli ex detenuti in Giappone, a partire dalle barriere sociali che il protagonista di mezza età, Mikami Masao (Yakusho), incontra dopo aver scontato 13 anni di carcere per l’uccisione di uno yakuza rivale.
Determinato a lasciarsi alle spalle la vita da malvivente, Mikami fatica a inserirsi nel mondo normale: un potenziale datore di lavoro sparisce quando scopre i suoi precedenti penali, mentre un rigido funzionario municipale gli comunica che gli ex yakuza non hanno diritto ai sussidi assistenziali. Mikami risponde di essere stato un lupo solitario che lavorava come picchiatore senza mai entrare in nessuna gang.
Fortunatamente, Mikami riceve il sostegno di un avvocato gentile (Hashizume Isao) e di sua moglie (Kaji Meiko), una donna concreta, ma anche di un regista giovane ed entusiasta (Nakano Taiga) e di una pragmatica produttrice (Nagasawa Masami) che vogliono farlo partecipare a un documentario televisivo.
Nell’interpretazione avvincente ed elettrizzante di Yakusho (lontana anni luce da quella, più contenuta, di
Il terzo omicidio) si percepisce come il vero problema di Mikami sia Mikami stesso. Imprevedibile e irritabile, esplode di rabbia per ogni minimo affronto, fa a botte per ogni ingiustizia. Persino il compassionevole direttore di un supermercato (Rokkaku Seiji), che prova a trovargli un lavoro come autista, subisce la sua furia.
Le azioni di Mikami non sono del tutto ingiustificate (in realtà è una sorta di virtuoso eroe d’azione), ma dopo 28 anni di carcere e sei condanne diverse non ha proprio idea di come funzioni il mondo fuori dalla prigione; tuttavia, se vuole sopravvivere deve impararlo. La sua ipertensione rappresenta bene questo dilemma: deve controllare la rabbia, altrimenti la pressione alta potrebbe ucciderlo, ma non sa come fare. E quindi continuiamo a vedere scene disturbanti di Masao che si tocca il petto e inghiotte pillole.
Chiunque abbia visto qualcuno dei molti film giapponesi su gangster che cercano di redimersi può immaginare come si concluderà la storia di Mikami, visto che i protagonisti di questi film difficilmente riescono a sfuggire alla malavita, almeno da vivi. Nishikawa, che ha anche scritto la sceneggiatura del film, non rinuncia del tutto a questa formula, con Masao che incontra un vecchio affiliato della gang (Hakuryu), ora boss diabetico – ma respinge il romanticismo machista tipico del genere yakuza.
Più di ogni altra cosa Masao desidera ritrovare sua madre, che lo aveva abbandonato a 4 anni, e questo elemento narrativo rappresenta una novità ma, come gran parte di questo magistrale ritratto di un emarginato a vita che cerca un posto in una società che raramente concede una seconda possibilità, risulta credibile e colpisce nel segno.
Nishikawa Miwa
Nata nel 1974, Nishikawa Miwa ha lavorato nella troupe del regista Kore-eda Hirokazu per il fantasy After Life (1998). Ha debuttato come regista nel 2003 con la black comedy Wild Berries, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura al Mainichi Film Competition. Il suo film Sway (2006), presentato alla Quinzaine del festival di Cannes, ha ottenuto il plauso internazionale. I film successivi, tra cui Dear Doctor (2009) e The Long Excuse (2016), tratto dal suo romanzo candidato al Naoki Prize, hanno consolidato la sua reputazione come acuta osservatrice della duplicità umana. Under the Open Sky (2020) ha come protagonista Yakusho Koji nel ruolo di un ex detenuto che fatica a reintegrarsi nella vita civile.
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2003 – Wild Berries
2006 – Sway
2009 – Dear Doctor
2016 – The Long Excuse
2020 – Under the Open Sky