International Premiere | In Competition
Hong Kong, 2026, 128’, Cantonese
Directed by: Herman Yau
Screenplay: Herman Yau
Cinematography (color): Mandy Ngai, Derek Siu
Editing: Lam Wing-lui
Production Design: Fion Li
Music: Mak Chun-hung
Producer: Herman Yau
Cast: Patrick Tam (Leung Ho-lung), Anson Kong (Fai), Ansonbean (Hei), Wong You-nam (Raymond Hui), Kearen Pang (Lung’s wife), Rachel Leung (Ming-yui), Chu Pak-him (John), Thor Lok (Andrew), Ben Yuen (Fai’s father), Amanda Lee (Fai’s mother), Chan Suk-yi (Hei’s father), Baby Bo (Hei’s mother), Stephanie Che (clubber who loses wallet), Ken Lo (café boss), Ellen Liu (Chief Superintendent)
Date of First Release in Territory: April 3rd, 2026
Le storie di abitanti di Hong Kong che raggiungono il punto di rottura sono il motore di
We’re Nothing at All, intransigente dramma poliziesco di Herman Yau, nato dall’osservazione degli umori contemporanei della sua città natale. Un’esplosione su un autobus il giorno di San Valentino apre il film – interamente autofinanziato da Yau – e in seguito la narrazione esplora le cause della calamità e la rapidità con cui queste possono prendere piede.
L’attentato spinge il poliziotto in pensione Lung (Patrick Tam), esperto forense, a rientrare in azione. Insieme al collega Raymond (Wong You-nam), Lung deve fare luce sul massacro e rintracciare indizi tra i detriti. Le indagini sono meticolose, e al tenace Lung viene concessa una certa libertà di piegare le regole secondo necessità (“Scendi a compromessi e porta a termine il lavoro”, lo ammonisce il sovrintendente capo).
Mentre Lung è a caccia di una pista, Yau (nelle vesti di sceneggiatore, regista e produttore) alterna le scene della vicenda principale con momenti dedicati a una relazione particolarmente travagliata. Hei (Anson Kong), impiegato in un nightclub e aspirante artista, passa il tempo a disegnare in un campo da basket. Lì incontra Fai (Ansonbean), un solitario malinconico, che non riceve lo stipendio dal cantiere in cui lavora ed è in difficoltà con l’affitto del suo piccolo appartamento in un edificio industriale. I due uomini instaurano un legame e diventano una coppia, dovendo però affrontare intolleranza e momenti difficili.
I principali fili narrativi di
We’re Nothing at All cominciano a intrecciarsi, delineando un quadro inquietante della Hong Kong contemporanea. È una città dove un tentativo di suicidio incide su un altro suicidio e dove un’immagine moderna e apparentemente liberale cela un conservatorismo dilagante. I diritti dei lavoratori sono poco tutelati, piccole proteste scatenano controlli d’identità, e persino attrazioni turistiche spontanee vengono chiuse in favore della tanto criticata campagna “Night Vibes”. Arricchito dai tragici retroscena familiari dei giovani amanti, il film di Yau mostra una vera e propria polveriera pronta a esplodere.
Si tratta di materiale potente, e l’incisivo realismo sociale di questo thriller ambizioso rende
We’re Nothing at All una produzione indipendente straordinaria. Le tematiche LGBTQ sono trattate con intimità e sensibilità, e le interpretazioni asciutte richieste ad Anson Kong e Ansonbean li hanno allontanati dai loro ruoli di pop idol. Anche il veterano Patrick Tam affronta un ruolo audace: il suo Lung evidenzia come persino chi opera nei corpi di polizia non sia immune alla radicalizzazione.
Se è arrivato a questo punto, chi legge potrebbe chiedere se
We’re Nothing at All sia un film esclusivamente cupo e tragico: la risposta è no. Maestro nel combinare intrattenimento di genere e coscienza sociale (basti ricordare come un conflitto locale abbia ispirato il dramma della bomba nel tunnel in
Shock Wave), qui Yau lascia spazio alla speranza. L’escalation verso la violenza di un personaggio viene fermata dalla compassione e dal perdono; un rifugio lontano offre respiro, e persino nei momenti più oscuri ci sono persone care a fianco dei protagonisti. Lo studio straziante di malcontento e rabbia di
We’re Nothing at All cattura l’atmosfera tesa della Hong Kong odierna, ricordandoci al contempo l’importanza del rispetto e della comprensione.
Herman Yau
Nato a Hong Kong nel 1961, Herman Yau si è laureato in cinema all’Hong Kong Baptist College nel 1984. Ha diretto il suo primo lungometraggio, No Regret, nel 1987 e da allora ha intrapreso una carriera prolifica e variegata che spazia tra cinema, televisione, videoclip ed editoria. Oltre ad avere co-fondato diverse testate culturali, Yau scrive regolarmente come editorialista e ha al suo attivo diverse opere pubblicate in proprio. Conosciuto a livello internazionale sia per i film di genere e di exploitation sia per le opere di impegno sociale, Yau è stato attivo anche come direttore della fotografia e produttore.
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
1987 – No Regret
1993 – The Untold Story
1997 – Walk In
1998 – Troublesome Night 3
2001 – From the Queen
to the Chief Executive
2007 – Whispers and Moans
2017 – Shock Wave
2019 – The White Storm 2: Drug Lords
2020 – Shock Wave 2
2026 – We’re Nothing at All