La cornucopia di tesori cinematografici che giungono nelle nostre case, tra supporti ad alta definizione e piattaforme di streaming, non ha reso molti di noi solo viziati dalla scelta, ma anche quasi abituati a dare per scontata quella nitidezza audiovisiva che nasce da restauri meticolosi. Sempre più numerosi sono i progetti che transitano nei laboratori specializzati, nei quali archivi, musei, detentori dei diritti e distributori avviano restauri digitali per riportare al loro splendore i film affidati alla loro custodia. Eppure, è per la sala cinematografica che queste opere sono state concepite, e ancora una volta il Far East Film Festival di Udine torna a celebrare il restauro d’eccellenza, riportandolo sul grande schermo. Quest’anno sono 11 i titoli che compongono la sezione dedicata ai Classici Restaurati, con opere provenienti da Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Hong Kong e Filippine.
Il Korean Film Archive continua ad applicare il proprio sistema di restauro in 4K a un’ampia serie di progetti, intervenendo film dopo film per contrastare il deterioramento dei materiali e riportare le opere alla fruizione pubblica. Lo scorso anno il FEFF ha presentato l’opera prima di Bong Joon-ho, Barking Dogs Never Bite (2000), per la quale il detentore dei diritti CJ Entertainment ha affidato al Korean Film Archive la scansione digitale in alta risoluzione 4K e il colour grading. Quest’anno viene proposto il titolo CJ Push! Push! (1997), diretto da Park Chul-soo e presentato nella sezione Panorama di Berlino dopo l’uscita nazionale. La commedia nera, ambientata in un reparto di ostetricia e ginecologia, è stata rimasterizzata su richiesta del FEFF, interamente all’interno del Korean Film Archive. Il film è stato inoltre dotato di nuovi sottotitoli in una traduzione aggiornata ed è proiettato a Udine nella versione restaurata in prima mondiale.
Il FEFF propone inoltre Chilsu and Mansu (1988), pietra miliare del cinema di impegno sociale di Park Kwang-su, in affettuoso omaggio al protagonista Ahn Sung-ki, scomparso lo scorso gennaio. Chilsu and Mansu è stato uno dei primi progetti di restauro del Korean Film Archive, data la sua importanza storica nell’ampliare i confini della libertà di espressione. Per la proiezione di Udine la cineteca ha realizzato una nuova copia in DCP del restauro del 2014, arricchita da sottotitoli revisionati.
Altrettanto attivo sul fronte del restauro è il Taiwan Film and Audiovisual Institute, i cui lavori sono una presenza costante a Udine. Quest’anno il programma ospita tre nuovi restauri, tutti in prima mondiale. Tra questi figurano due titoli legati alle celebrazioni per il 70° anniversario del taiyupian, ovvero i film in lingua taiwanese prodotti tra gli anni Cinquanta e Settanta. Di circa 1.100 pellicole realizzate all’epoca, ne sopravvivono oggi soltanto 200 circa: un dato che rende la loro salvaguardia una priorità assoluta.
La commedia Good Neighbors (1962) di Lee Hsing, incentrata sulle vicende di due famiglie con ambulatori medici confinanti e un intreccio di idiomi, e Love Never Ceases (1962) di Shao Lo-hui, interpretato dal “re della canzone taiwanese” Hong Yi-feng, sono i titoli scelti per rappresentare tale iniziativa. Entrambi hanno beneficiato dei processi interni del TFAI, sviluppati a partire dall’avvio dei restauri in digitale nel 2008 e potenziati con l’acquisizione delle necessarie tecnologie hardware e software nel 2015. Sempre in un restauro a cura del TFAI viene presentato Connection by Fate (1998) di Wan Jen. Il recente film taiwanese A Foggy Tale (presente nel concorso principale) ha riacceso il dibattito attorno alla “Super Trilogia” del regista, di cui il dramma politico-sociale Connection by Fate, presentato a Venezia, costituisce il capitolo conclusivo.
Gli amanti del genere kaiju hanno un altro anniversario da festeggiare, dedicato in particolare a una certa tartaruga gigante sputafuoco. La Kadokawa Corporation ha curato il restauro in 4K dei primi tre capitoli della saga di Gamera, in occasione del 60° anniversario del personaggio, e il pubblico di Udine potrà assistere alla prima festivaliera internazionale del restauro del 2025 di Gamera, the Giant Monster (1965) di Yuasa Noriaki. Il restauro dai negativi originali è stato realizzato presso Imagica Entertainment Media Services con la supervisione del regista di Shin Godzilla (2016), Higuchi Shinji, e dello specialista veterano del restauro Ogura Shunichi.
È in programma anche Hula Girls, amata commedia del 2006 di Lee Sang-il (oggi noto per Kokuho – Il maestro di kabuki), in cui le donne di una città mineraria si dedicano alla danza. Il detentore dei diritti, J Cinequanon, ha curato il restauro della pellicola presso un laboratorio giapponese partendo dal negativo originale, e completando i lavori a metà del 2024. Hula Girls, già presentato al FEFF nel 2007, torna a Udine con la prima europea della versione restaurata.
A Hong Kong, il museo di cultura visiva contemporanea M+ prosegue il suo ambizioso progetto M+ Restored, pensato per colmare alcune significative lacune nel panorama dei restauri del cinema locale. Dopo il successo a Udine, lo scorso anno, della versione restaurata del poliziesco The System (1979) di Peter Yung, quest’anno il FEFF raddoppia con due titoli attesissimi: Love Massacre (1981) di Patrick Tam e Cageman (1992) di Jacob Cheung.
Love Massacre, classico della New Wave hongkonghese che tiene fede al suo titolo brutale, è stato restaurato a partire dal negativo originale in 35mm rinvenuto nel 2025, integrato da una copia di lavorazione 35mm conservata presso l’Hong Kong Film Archive e da una copia 35mm di distribuzione custodita dall’University of California al Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive. La colonna sonora originale in cantonese proviene invece da nastri DVCAM del regista Tam (al quale il FEFF dedicò un’imponente retrospettiva nel 2007). Il restauro dell’immagine è stato curato da Colorlab negli Stati Uniti, mentre la correzione colore è stata eseguita da Digit Digit a Hong Kong sotto la guida del direttore della fotografia del film, Brian Lai, mentre Audio Mechanics si è occupata del comparto sonoro. Il risultato finale ripristina il director’s cut visto a Hong Kong all’uscita del film nel 1981, nel formato originale 1.66:1, ed è presentato a Udine in prima europea.
Cageman, acclamato dramma corale ambientato in un fatiscente appartamento suddiviso in angusti loculi, è stato restaurato ripristinando il montaggio originale presentato all’Hong Kong International Film Festival, dal quale erano stati eliminati 20 minuti per l’uscita in sala. Il restauro targato M+ è stato realizzato presso L’Immagine Ritrovata a Bologna, utilizzando i negativi originali in 35mm, gli scarti di montaggio e la colonna sonora ottica conservati dall’Hong Kong Film Archive. Dopo l’anteprima a Hong Kong all’inizio di aprile, il film restaurato debutta ora a livello internazionale al FEFF.
Il cinema filippino partecipa con due classici riportati a nuova vita in spettacolari versioni in 4K. Dopo il restauro di Bona (1980) del grande regista Lino Brocka, presentato a Udine lo scorso anno, i distributori Kani Releasing e Carlotta Films hanno completato nel 2025 quello di Macho Dancer (1988), sempre di Brocka. Questo dramma a tematica gay, che narra di un giovane di provincia spinto al mondo dello striptease e del lavoro sessuale, è stato restaurato e sottoposto a colour grading presso il laboratorio Cité de Mémoire di Parigi, a partire dalla scansione di una copia in 35mm (conservata dalla casa di produzione Viva Films), realizzata a Manila presso il Central Digital Lab. Il sonoro è stato invece sincronizzato e restaurato da L.E. Diapason a Parigi.
Viene inoltre presentato In the Wink of an Eye (1981), dramma ispirato a fatti di cronaca, in omaggio al maestro Mike de Leon, scomparso lo scorso agosto. Il restauro, completato nel 2020 grazie a Union Bank of the Philippines, allo stesso Mike de Leon e a Carlotta Films, ha utilizzato il negativo originale incompleto, una copia positiva e il negativo della colonna sonora ottica conservati presso l’Asian Film Archive di Singapore. Il degrado da sindrome acetica aveva gravemente compromesso il negativo, rendendo necessario l’impiego della copia positiva per la scansione e il restauro digitale in 4K, effettuati da L’Immagine Ritrovata. De Leon stesso ha supervisionato il colour grading e il restauro sonoro presso i Wildsound Studios di Manila. Sia Macho Dancer che In the Wink of an Eye sono presentati a Udine in anteprima italiana.
Il recupero di In the Wink of an Eye, avvenuto prima che il suo negativo subisse danni ulteriori, testimonia l’urgenza che spesso accompagna il restauro cinematografico. Non si tratta soltanto di restituire immagine e suono nella forma più vicina possibile alle loro forme originarie, né di ripristinare il montaggio voluto dal regista: per alcune opere è una vera corsa contro il tempo per stabilizzare i materiali superstiti, contribuendo a preservare il patrimonio cinematografico per le future generazioni di cinefili.
Tim Youngs