Orrore e altre storie: il cinema taiwanese nel 2022

Rientrato l’allarme pandemico, il 2022 è stato segnato da una progressiva riapertura in molte parti del mondo e dalla conseguente ripresa del mercato cinematografico. Anche a Taiwan il totale degli incassi al botteghino è passato dai 4,7 miliardi di NT$ del 2021 ai 5,6 dell’anno seguente (tutte le cifre riportate nel testo sono in dollari taiwanesi o NT$). Con i blockbuster di Hollywood a riempire le sale le produzioni taiwanesi hanno accusato il colpo, perdendo quota di mercato dal 26,2% a circa il 10%, tanto che in tutto l’anno solo Incantation ha sfondato la soglia dei 100 milioni. Per quanto riguarda i generi più consolidati, il primato è rimasto agli horror, seguiti dalle commedie romantiche da campus. Solo all’inizio del 2023 Someday or One Day e Marry My Dead Body sono ritornati sopra i 100 milioni di incasso, dando nuove speranze all’industria dei film formosani.

My Best Friend’s Breakfast, uscito sotto il Capodanno cinese 2022 e tratto da una famosa storia d’amore circolata online, ha ottenuto un discreto successo al botteghino (soprattutto presso il pubblico dei liceali), con un incasso di 73 milioni, grazie all’accoppiata tra la studentessa golosa e il ragazzo garbato accompagnati da momenti di canto e ballo.

Successivamente, è stato il turno di Kevin Ko con l’horror Incantation, che sfrutta la tecnica del found footage per creare un’atmosfera sinistra legata al mondo dell’occulto. Il film, forte dei suoi 170 milioni in tutta l’isola, è stato candidato in 13 categorie ai Golden Horse Awards, tra cui miglior regista, attrice protagonista e attore non protagonista, fotografia, scenografia e altri. Inoltre, è entrato nella top ten dei film non in lingua inglese più visti su Netflix a livello globale e sarà presto convertito in un videogioco. La pellicola si è dimostrata un piccolo miracolo: è diventata infatti una potenziale IP (proprietà intellettuale) di successo grazie alla storia originale, dimostrando l’apprezzamento dei taiwanesi per gli horror basati sulla cultura e sulle leggende locali. È stato l’unico tra i film formosani del 2022 a integrare gli elementi più vari, dall’esoterismo alle leggende del popolo Tai, dalla magia nera all’antico veleno gu, inseriti nel dramma familiare dei protagonisti interpretati da Tsai Hsuan-yen e Huang Sin-ting.

My Best Friend’s Breakfast e Incantation hanno segnato un buon risultato al botteghino per la stagione primaverile, ma nei mesi seguenti le produzioni locali hanno arrancato. Infatti, l’estate è il periodo in cui la programmazione predilige i titoli hollywoodiani e Top Gun: Maverick ha sbaragliato la concorrenza con un incasso di 730 milioni, superando i 580 totali dei film formosani in tutto l’anno.

In autunno è giunto Untold Herstory, per la regia di Zero Chou, che parla delle prigioniere politiche nell’isolotto di Green Island negli anni ‘50. Basata sull’omonima pubblicazione, trascrizione di una storia tramandata oralmente, la pellicola esamina il periodo del “terrore bianco” al tempo della dittatura e ha registrato un incasso di quasi 40 milioni. Al contempo Gaga, anch’esso diretto da una donna (Laha Mebow), è entrato nella storia con la prima regista taiwanese a vincere ai Golden Horse Awards.

Gaga è il terzo lavoro della regista Laha Mebow di origine Tayal e anche il film con il budget più alto che abbia mai girato. Dal suo esordio Finding Sayun, incentrato sulla ricerca delle radici, a Hang in There, Kids! sulla vita dei bambini nelle tribù aborigene, la macchina da presa di Laha Mebow non si è mai staccata dalla comunità indigena Tayal. In Gaga viene esplorata non solo la società aborigena sotto l’influsso della cultura elettorale taiwanese, ma anche il concetto di gaga come nucleo culturale significativo per i Tayal.

Questo termine, infatti, rappresenta la visione e i valori morali della tribù e può essere interpretato come una serie di norme, costumi e tabù che la caratterizzano. Laha Mebow muove da un punto di vista serio e impegnato, eppure nella pellicola descrive con vivacità la vita dei suoi familiari attraverso le interazioni e le emozioni contrastanti che vivono.

Un connubio di emozione e intrattenimento, Gaga mostra le sfide che il popolo Tayal affronta nella società moderna, tra cui la salvaguardia degli antichi valori da parte degli anziani e il timore di perdere la cultura tradizionale, la ricerca di agi e opportunità lavorative fra le penultime generazioni e l’adattamento dei più giovani a un mondo in continua evoluzione e più interconnesso.

In Gaga, Laha Mebow non solo sfoggia una migliore tecnica di ripresa e di scenografia, ma sviluppa anche il potenziale interpretativo degli attori non professionisti grazie alle lunghe sessioni di prova e ad esperienze di vita in comune. Durante le riprese, inoltre, le variabili condizioni di nebbia, pioggia e neve arricchiscono il contesto delle performance recitative creando un’immagine naturale e armoniosa. Peccato per il modesto incasso al botteghino di soli 13 milioni, decisamente inferiore alle aspettative.

Bad Education, opera prima dell’attore-idolo Ko Chen-tung, è stato candidato a quattro premi nei Golden Horse Awards, tra cui miglior regista emergente. Alla fine, la statuina al miglior attore non protagonista se l’è aggiudicata Berant Zhu, confermando l’indubbia bravura di Ko Chen-tung nel passaggio all’altro lato della macchina da presa.

Prodotto e sceneggiato da Giddens Ko, Bad Education è un thriller incentrato sulla criminalità giovanile con la partecipazione di artisti di ultimissima generazione quali Kent Tsai, Berant Zhu ed Edison Song. La trama segue tre liceali con background diversi che si ritrovano su un tetto durante la cerimonia di diploma e, incitati da uno di loro, iniziano a condividere i segreti più oscuri e intimi. Tuttavia, a rendere la situazione terrificante è il fatto che, per testare la presunta solidità dell’amicizia, il gioco si trasforma in qualcosa di brutale, precipitandoli nei meandri della malavita.

Sebbene i protagonisti di Bad Education siano caratterizzati da comportamenti adolescenziali e immaturi, comuni nelle storie di Giddens Ko, l’intera trama si svolge in una sola notte, creando un’atmosfera misteriosa e claustrofobica, schiacciante per l’imprevedibilità e l’insondabilità dei personaggi. Utilizzando scenografie fisse e ristrette come le scene sul tetto o nel ristorante, il regista crea un senso di soffocamento e tensione che sfocia in una prova finale rivelatrice della natura umana, un sanguinoso rituale di passaggio all’età adulta.

I tre protagonisti, guidati e istruiti dall’esperto Ko Chen-tung, esibiscono ognuno una propria unica personalità e reattività. Il resto dei personaggi, tra cui Leon Dai nei panni di un boss della malavita, Huang Hsin-yao nel ruolo di un anziano investigatore e Cheng Chi-wei e Chang Ning, rispettivamente un tassista che trasporta cadaveri e una prostituta ubriaca, portano tutti una ventata di umorismo nero e avvincenti colpi di scena.

Come in Bad Education, anche in The Abandoned la regia di Tseng Ying-ting si basa sull’atmosfera tetra, e anche in questo caso l’opera ha ottenuto una nomination per miglior regista esordiente ai Golden Horse Awards, entrando in competizione con Ko Chen-tung. Tuttavia, grazie alla vasta esperienza in serie televisive e ai riconoscimenti ottenuti nei Golden Bell Awards, Tseng Ying-ting si mostra ancora più ambizioso, combinando azione poliziesca, thriller e mistero in un’opera che esplora le complessità dell’amore e della vita nel contesto degli immigrati del Sud-est asiatico a Taiwan.

The Abandoned si apre con una giovane poliziotta che sta per suicidarsi durante la notte di Capodanno, intento da cui desiste temporaneamente solo per la comparsa di un cadavere da cui è stato asportato il cuore. Insieme a una giovane e inesperta collega, avvia un’indagine che si rivela essere un caso di omicidi seriali, indagine che coinvolge un uomo specializzato nel traffico di immigrati illegali e si allarga persino fino ai suoi amici, dei quali non si può più fidare.

Dopo aver interpretato una poliziotta in The Soul di Cheng Wei-hao, Janine Zhang, coinvolta in The Abandoned come produttrice e protagonista femminile, veste ancora i panni di un’agente ma dall’esistenza tormentata, regalandoci una prestazione complessa in cui cerca di districarsi fra sentimento e professione. Il protagonista Ethan Juan, nel ruolo di un trafficante di lavoratori illegali, recita in lingua thai e supera le precedenti imprese con un’interpretazione realistica e potente. Anche Yu An-shun, Simon Hsueh, Chen Wei-Min e Brando Huang realizzano una prova solida e convincente.

In The Abandoned, Yo An-shun ricopre solo una parte piccola seppur di importanza cruciale, mentre in Coo-Coo 043, per la regia di Chan Ching-lin, interpreta un’allevatrice di uccelli che sogna di arricchirsi con i piccioni da gara. Coo-Coo 043 racconta la storia di una famiglia che, simboleggiata dall’immagine del “ritorno a casa” dei volatili nel film, si è smarrita lungo la via. Nonostante il premio come miglior lungometraggio ai Golden Horse Awards, gli incassi per appena 4 milioni risultano davvero magri, forse per via del particolare stile cinematografico.

Dopo il breve boom di guadagni all’inizio del 2022, per il cinema taiwanese la fase di fiacca è durata fino alla fine dell’anno, quando Someday or One Day a cavallo di Capodanno ha innescato una ripresa nelle vendite. Il film, prodotto dallo stesso team dell’omonima serie televisiva del 2020, è una coproduzione con la Cina la cui uscita è stata annunciata con appena un mese di anticipo per coordinarne il lancio con il mercato continentale. Nonostante la ridotta attività promozionale, ha comunque attirato un gran numero di fan, con gli incassi del primo giorno superiori ai 9 milioni e vendite totali per 130.

Il lungometraggio di Someday or One Day è stato diretto da Huang Tien-jen, con la coppia di More than Blue Gavin Lin (regia) e Hermes Lu (sceneggiatura) rispettivamente nel ruolo di produttore e sceneggiatore. La ricca esperienza di Lin e Lu nell’adattamento e la loro maestria nel creare opere romantiche strappalacrime rendono Someday or One Day un lavoro con la stessa tipologia e personalità dei protagonisti del dramma televisivo, ma una trama differente che scatena nuovi intrecci amorosi grazie all’interpretazione del consolidato “Fongnan Team” di Alice Ko, Greg Han e Patrick Shi.

Distaccandosi dall’ambientazione stile nastro di Möbius della serie televisiva, il film espande ulteriormente i concetti fantastici di universi multipli e linee temporali parallele, con gli attori principali che viaggiano avanti e indietro nel tempo in una trama dall’alta complessità; tuttavia, la lotta emotiva dei personaggi che cercano di vincere il rimpianto, così come il fascino del protagonista maschile Greg Han che supera qualunque difficoltà e confine, sono riusciti a commuovere i fedeli fan che hanno sostenuto l’opera con tutte le forze. I numeri sono notevoli: 400 milioni di yuan al botteghino cinese, oltre 323.000 spettatori in Corea del Sud e vendite per circa 75 milioni di NT$ a Taiwan.

A poco più di un mese dalla sua uscita, Someday or One Day è stato battuto in popolarità da Marry My Dead Body, sempre con Greg Han. L’introito nelle prime due settimane di 150 milioni di NT$ ha stabilito un nuovo record per il regista Cheng Wei-hao.

Marry My Dead Body è il terzo film prodotto da Cheng Wei-hao e Jin Bailun, già responsabili per la sceneggiatura di The Soul e per la co-produzione di Man in Love, campione d’incassi di Taiwan del 2021, a dimostrare il loro acuto senso del mercato e la solida esecuzione produttiva.

La loro ultima opera narra di un detective, tipico maschio alfa, costretto a un matrimonio postumo con un fantasma gay dopo aver accidentalmente trovato per terra una “busta rossa”. Il forte contrasto fra i personaggi nella storia originale è stato arricchito dagli sceneggiatori Cheng Wei-hao e Sharon Wu con una specifica struttura e direzione della trama e dialoghi spiritosi, gettando solide fondamenta per un mix di lacrime e risate. Greg Han e Austin Lin, rispettivamente il detective e il fantasma, creano una naturale tensione drammatica tinta di ilarità grazie all’aspetto, alla personalità e agli orientamenti sessuali antitetici, mentre l’inserimento dell’agente interpretata da Gingle Wang aggiunge un tocco di mistero.

Sin dal suo esordio come regista, Cheng Wei-hao è sempre stato in grado di cogliere chiaramente le peculiarità dei film di genere, che si tratti di horror, azione o poliziesco. Nel quinto lavoro Marry My Dead Body, tiene saldamente in mano il filo conduttore veloce e fluido della commedia d’azione, integrando con abile naturalezza le caratteristiche di vari generi, in modo da delineare il processo commovente che ci porta dall’incomunicabilità e dal conflitto fino alla comprensione e alla collaborazione.



Traduzione italiana dal cinese di Francesco Nati.
Hsiang Yi-fei