Il Vietnam è apparso un po’ diverso nel 2025. La bandiera nazionale ha conferito a strade ed edifici una vivace tonalità di rosso, e quasi ogni evento culturale rifletteva e celebrava importanti momenti storici, come il 50° anniversario della riunificazione del Paese e l’80° anniversario della Rivoluzione d’agosto.
Red Rain (Mưa đỏ) è particolarmente in sintonia con questa atmosfera. Diretto dal tenente colonnello Đặng Thái Huyền e prodotto dallo “Studio cinematografico dell’esercito popolare”, il film è un adattamento tanto del celebre romanzo di Chu Lai quanto dei resoconti storici della massacrante battaglia di 81 giorni combattuta nel 1972 a Quảng Trị tra le forze ARVN sostenute dagli Stati Uniti e i soldati locali del PAVN.
Il film ha inoltre beneficiato di una finestra di uscita ideale, arrivando subito dopo l’anniversario della Rivoluzione d’agosto e prima della festa nazionale, oltre che dell’accesso a veri equipaggiamenti militari e di sgargianti spettacoli pirotecnici. Non è stato quindi sorprendente che Red Rain si sia classificato al primo posto al botteghino nazionale, raggiungendo la vetta della classifica degli incassi cinematografici di tutti i tempi con 714 miliardi di VND (circa 27 milioni di dollari statunitensi), e ottenendo il più alto livello di riconoscimento culturale e socioculturale del Paese. È stato altrettanto prevedibile che il film fosse selezionato come candidato del Vietnam a miglior film internazionale alla 98ª edizione degli Oscar, anche se non ce l’ha fatta a entrare nella cinquina.
Il successo del film e i suoi riconoscimenti hanno rafforzato l’idea che le produzioni sostenute dal governo, finanziate in tutto o in parte dallo Stato, possano comunque avere un appeal commerciale. In altre parole, tali film possono generare profitti e persino ottenere un vantaggio competitivo, sia dal punto di vista finanziario sia artistico, una volta completati, oltre a partecipare ad alcuni eventi internazionali. Non devono necessariamente rimanere semplici “creazioni occasionali” realizzate per sostenere un determinato evento culturale e poi “messe in magazzino” (cất kho), per usare un’espressione propria del settore. Detto ciò, il dramma carcerario Sound Across the Ocean (Thanh âm vượt đại dương) avrebbe comunque finito per seguire questo stesso destino.
Un’altra agenzia governativa, la Sicurezza pubblica popolare, ha lasciato il segno tra il pubblico locale nel 2025. Con le sue tese sequenze di combattimento corpo a corpo, Hijacked (Tử chiến trên không), ispirato ai dirottamenti aerei nel Vietnam del periodo successivo al 1975, si è rivelato una vera delizia per gli appassionati di film d’azione. Diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Hàm Trần, il film è stato il primo in cui questi eventi sono stati portati sul grande schermo, ed è anche diventato il terzo maggiore successo al botteghino dell’anno, con incassi pari a 251,8 miliardi di VND (USD 9,5 milioni).
La Sicurezza pubblica popolare ha ottenuto un altro successo alla fine del 2025 con il dramma poliziesco d’azione Bloody Heaven (Thiên Đường Máu), incentrato sul tema molto attuale del traffico di persone del luogo per attività di truffa. Per un po’, durante la sua programmazione, il film ha venduto persino più biglietti di Avatar – Fuoco e cenere.
Poi è arrivata un’anomalia sorprendente. Uno dei maggiori successi dell’anno, Tunnels: Sun in the Dark (Địa đạo: Mặt trời trong bóng tối), è stato finanziato interamente da enti privati, nonostante il suo soggetto e la sua finestra di uscita strategica. Il film di Bùi Thạc Chuyên segue la vita dei combattenti nei tunnel di Củ Chi durante la drammatica operazione Cedar Falls del 1967. Realizzato con un budget dichiarato di 55 miliardi di VND (USD 2 milioni), ha incassato 172,4 miliardi di VND (USD 6,5 milioni) e ha poi ottenuto numerosi premi. È stato inoltre presentato al Tokyo International Film Festival, che aveva già selezionato il precedente film di Chuyên, Glorious Ashes (Tro tàn rực rỡ), tre anni prima.
Come se la sono cavata gli altri generi nel 2025? Il cinema d’azione merita una menzione, anche se i titoli usciti sono relativamente pochi. Accanto a Hijacked, anche la commedia d’azione di Dương Minh Chiến Fish, Fists and Ambergris (Truy tìm Long Diên Hương) ha ottenuto buoni risultati, dando agli stuntman locali la visibilità che meritavano. Con incassi di 206,7 miliardi di VND (USD 7,8 milioni), il film è incentrato su un gruppo improvvisato che tenta di recuperare il prezioso tesoro di un villaggio e segna il debutto alla regia di un lungometraggio per Chiến, lui stesso stuntman e fondatore del team Action C. Uno dei suoi componenti, Hoàng Tóc Dài, altrimenti noto come Trầm Mình Hoàng, interpreta un personaggio chiave diventato uno dei preferiti del pubblico.
Il genere drammatico è rimasto stabile e affidabile, con alcuni sviluppi degni di nota. L’industria vietnamita ha continuato a dimostrarsi aperta alla collaborazione internazionale, ad esempio con la Corea del Sud nel film di Mo Hong-jin Leaving Mom (Mang mẹ đi bỏ), che ha suddiviso equamente cast, troupe, lingue, luoghi delle riprese e attività promozionali, e con l’India in Love in Vietnam (Vạn dặm yêu em) di Rahat Shah Kazmi, che ha posto al centro del film i panorami di Đà Nẵng.
Ci sono stati anche registi disposti ad andare controcorrente rispetto alle tendenze di mercato, e persino contro i suggerimenti solitamente associati al successo al botteghino, per creare esperienze cinematografiche più distintive. Nguyễn Quốc Công, anche produttore di Hijacked, ha enfatizzato il sound design come strumento narrativo nel suo adattamento di A Crooked Heart (Trái tim què quặt). Leon Le, noto soprattutto per Song Lang, ha scelto di girare Ky Nam Inn (Quán Kỳ Nam) in pellicola 35mm. Cosa ancora più sorprendente è che anche registi mainstream di primo piano come Trấn Thành e Lý Hải abbiano scoperto che il sequel di un grande successo non si traduce automaticamente in un altro blockbuster. The 4 Rascals (Bộ tứ bảo thủ) ha incassato 219 miliardi di VND (USD 8,3 milioni), restando al di sotto di Mai, mentre Face-Off 8: Embrace of Light (Lật mặt 8: Vòng tay nắng) ha raggiunto 251 miliardi di VND (USD 9,5 milioni), una cifra inferiore rispetto all’incasso totale del settimo film della serie Face-Off.
L’horror, al contrario, è stato segnato da una serie di battute d’arresto e incertezze, soprattutto nella seconda metà dell’anno, dopo che i media locali avevano iniziato a sostenere che il pubblico fosse “saturo” (bội thực) di questo genere, o avesse l’impressione che i cinema offrissero soltanto titoli basati sulla paura. Forse la stanchezza del pubblico derivava meno dall’horror in sé quanto dalla ripetizione di espedienti e tematiche simili, ma la frase “l’horror è brutto” probabilmente risultava più accattivante e virale.
È stato particolarmente deludente vedere la Production Q incappare non in uno ma in due insuccessi: il film The Lake (Dưới đáy hồ), su una leggenda urbana, e il più ambizioso The Demon Prince (Hoàng tử quỷ), mistico adattamento storico, sono stati entrambi incapaci di raggiungere anche solo la soglia di 30 miliardi di VND (USD 1,13 milioni). È stato altrettanto sfortunato che un progetto più originale come Antithesis of Gemini (Thai chiêu tài), che doveva essere il primo capitolo su un universo di forze sinistre ed eterne ideato da Trần Nhân Kiên, abbia ottenuto risultati commerciali insoddisfacenti. Tuttavia, Kiên ha dichiarato a chi scrive che la risposta al film è stata molto più entusiastica rispetto a quella ricevuta dalle sue tre opere precedenti, e questo gli è bastato per dare inizio a una specie di redenzione creativa.
Per quanto riguarda i successi, i numeri parlano da soli. Il crudo The Corpse (Quỷ nhập tràng), diretto da Pom Nguyễn (che si è poi rivelato essere Nguyễn Thành Nam, già autore di due film di zombie stroncati dalla critica), ha incassato 149,6 miliardi di VND (USD 5,68 milioni). Il poliziesco in costume di Victor Vũ, Detective Kien: The Headless Horror (Thám tử Kiên: Kỳ án không đầu), ha raggiunto i 249 miliardi di VND (USD 9,45 milioni). Poco dopo la loro uscita, entrambi i film hanno alimentato discussioni su possibili sequel. Per un po’ di tempo è stato impossibile parlare di Kien senza entrare nel dibattito se il giorno festivo del 30 aprile fosse davvero “riservato” a Hải e alla sua saga Face-Off. Nell’industria cinematografica vietnamita esiste persino una specie di proverbio per queste decisioni: “Il primo giorno del Tết è per Trấn Thành, il 30 aprile è per Lý Hải”.
Ma è emersa anche un’altra questione, che richiede più attenzione rispetto a finestre di distribuzione, tendenze di genere, divi o persino incassi: l’IA. Come prevedibile, essendo il tema globale del momento, la tecnologia è diventata la nuova ossessione dell’industria cinematografica locale, a livelli tanto affascinanti quanto inquietanti. Intorno a metà aprile, la società di produzione Chánh Phương ha organizzato il suo primo concorso di intelligenza artificiale per cortometraggi realizzati interamente tramite piattaforme come Midjourney e Gemini. Era quasi impossibile che apparissero teaser o concept art per nuovi progetti senza che si sospettasse l’impiego dell’IA.
Ma questo non è stato nulla in confronto al caso di Chốt Đơn! (“Affare fatto!”), del duo registico Bảo Nhân e Nam Cito. Questo dramma realistico, che alcuni spettatori hanno paragonato a Lo stagista inaspettato (The Intern), ha utilizzato tecnologie di deepfake e intelligenza artificiale per sostituire la protagonista Thùy Tiên dopo che era stata incriminata e incarcerata per frode ai danni dei consumatori, in particolare per essere stata testimonial di una caramella pubblicizzata come sostituto delle verdure. Il film ha chiuso la sua tenitura con un magro incasso di 5,12 miliardi di VND (USD 194.000) e la reazione alla sostituzione virtuale di Tiên è stata generalmente fredda. Si è trattata senza dubbio di una situazione senza via d’uscita per la produzione, ma l’impressione è che il team di marketing abbia perso di vista la realtà dei fatti optando per una spensierata campagna del tipo “Indovina chi è la nostra nuova attrice!”, completa del nome del nuovo personaggio, Hoàng Linh, e persino delle sue misure di seno, vita e fianchi.
Molti addetti ai lavori sono sembrati più intenti a perfezionare il loro impiego dell’IA che a fornire una corsia preferenziale a una commissione cinematografica, a snellire le politiche legate alla distribuzione (incluse retrospettive e partecipazioni a festival internazionali) e a rafforzare la comprensione dei fondamenti del linguaggio cinematografico. Forse mi è sfuggito qualche comunicato, ammesso che ce ne fosse uno, in cui si dichiarava che questa fosse una priorità necessaria affinché Ho Chi Minh City potesse essere all’altezza del titolo di “Creative City of Film UNESCO” ricevuto a novembre.
Guardando al futuro, in che modo l’intelligenza artificiale potrà interagire con il settore dell’animazione, che è in rapida crescita ed è sempre più richiesto? Ci sono ottime ragioni per stare molto attenti, soprattutto dopo che due produzioni interamente in 3D, Little Scholar Quynh: The Legend of the Golden Buffalo (Trạng Quỳnh Nhí: Truyền thuyết Kim Ngưu) di Trịnh Lâm Tùng e Cricket: The Adventure to the Muddy Hamlet (Dế mèn: Cuộc phiêu lưu tới Xóm Lầy Lội) di Mai Phương, hanno ottenuto premi al DANAFF III, e dopo che il Vietnam ha per la prima volta ottenuto di partecipare al prestigioso Festival du film d’animation di Annecy, in Francia.
Prima di tutto, però, tutti attendono notizie sulla seconda edizione dell’Ho Chi Minh International Film Festival, rinviata al 2026. Secondo un comunicato stampa, gli organizzatori hanno deciso di posticipare l’evento “al 2026” per consentire il pieno svolgimento di tutte le celebrazioni storiche significative.
Classifica dei film vietnamiti campioni d’incasso nel 2025
1. Red Rain
2. The 4 Rascals
3. Hijacked
4. Detective Kien: The Headless Horror
5. The Ancestral Home
6. Face Off 8: Embrace of Light
7. Money Kisses
8. Fish, Fists and Ambergris
9. Tunnels
10. Leaving Mom
Nguyên Lê