Dreamboi

Le solite battaglie, le solite storie: il cinema filippino nel 2025

Siamo oltre la metà del decennio, ma il cinema filippino continua a confrontarsi con lo stesso problema emerso con la riapertura delle sale negli ultimi anni della pandemia di Covid-19: la gente non è più disposta a sborsare soldi per andare al cinema. Sebbene i film continuino a essere prodotti e distribuiti in sala, il pubblico rimane titubante nel recarsi al cinema, a causa dell’aumento del costo della vita e della percezione di una qualità insufficiente dell’offerta. Tuttavia, nel 2025 alcuni titoli sono riusciti a distinguersi e a lasciare il segno.

Nell’aprile del 2025, l’esperto giornalista di spettacolo Butch Francisco si interrogava: “Il cinema filippino sta morendo?” Una domanda ricorrente e spesso criticata, formulata in un momento in cui la frequentazione delle sale e l’interesse del pubblico sembravano in calo. Francisco ha delineato una serie di fattori che giustificherebbero l’ipotesi di un imminente declino del cinema: l’aumento del prezzo dei biglietti, il ruolo sempre più centrale dello streaming nelle pratiche di visione dei filippini, la pirateria, e così via. Tuttavia, nella parte conclusiva dell’articolo, propone anche una risposta: “Non è nelle condizioni migliori ma esiste ancora, come dimostra il fatto che le società di produzione investono tra i 13 e i 15 milioni di pesos filippini (€ 190.000-219.000) per progetto […]. Dopotutto, il cinema continua a evolversi. Dalla pellicola si è passati al digitale. E dall’abitudine di guardare i film in sala, la maggior parte degli spettatori si è ormai orientata verso i servizi di streaming [sic]”.

È facile chiedersi: “Il cinema filippino sta morendo?”. Molti pensano “Aantayin ko na lang sa Netflix” (“Aspetterò che esca su Netflix”), sia per i film filippini che per quelli stranieri. Andare al cinema comporta costi aggiuntivi per il trasporto e il cibo, e diventa ancora più gravoso se si va in coppia o con tutta la famiglia. Meglio guardare un film a casa, dove è molto più comodo e conveniente.

Il film con il maggiore incasso dell’anno, Call Me Mother, una commedia drammatica interpretata da due solide star del botteghino, Vice Ganda e Nadine Lustre, ha totalizzato a livello globale una cifra relativamente modesta, pari a 392 milioni di pesos (€ 5 milioni). Call Me Mother è stato presentato al Metro Manila Film Festival, rassegna annuale particolarmente ambita per il cinema filippino, durante la quale per due settimane non vengono proiettati film stranieri (ad eccezione di quelli in formati premium come IMAX o ScreenX), concentrando così l’attenzione esclusivamente sui titoli in programma. L’anno precedente And the Breadwinner Is…, sempre con Vice Ganda e presentato al MMFF, aveva incassato 460 milioni di pesos (€ 6 milioni).

Anche i registi stanno prendendo atto della situazione ed esprimono le proprie preoccupazioni per la lenta ripresa della frequentazione delle sale. A gennaio, il regista di Call Me Mother, Jun Robles Lana, ha pubblicato su Facebook un post sul MMFF che ha suscitato ampio dibattito: “Per decenni”, scrive, “il MMFF è stato il ‘festival del popolo’. Era l’unico momento dell’anno in cui i lavoratori portavano i propri figli al centro commerciale per vedere i loro idoli. Oggi, però, una famiglia di quattro persone deve spendere almeno 1.500 pesos (circa € 21,5) solo per entrare in sala, senza contare il trasporto o anche un solo sacchetto di popcorn. Escludendo il filippino medio dalla sala a causa dei prezzi, l’industria cinematografica non ha perso soltanto spettatori, ma anche la propria anima. Il cinema è passato da cultura nazionale condivisa a privilegio della classe media”.

E questo avviene in un momento in cui lo stesso ministro del commercio filippino afferma che 500 pesos (circa € 7,2) sono sufficienti per una famiglia per la noche buena (la cena della vigilia di Natale), un’affermazione ben lontana dalla realtà. Come si chiede Lana, dunque, come si può pensare che una famiglia normale, oggi, possa permettersi di andare al cinema?

“Non si può promuovere un festival cinematografico ‘nazionale’ mantenendo prezzi che escludono la nazione”, ha aggiunto. “Finché non ammetteremo che il cinema è diventato un lusso che la famiglia della ‘noche buena da 500 pesos’ non può permettersi, continueremo ad assistere al lento e costoso tramonto del cinema filippino”.

Molti hanno condiviso l’analisi di Lana. Anche il protagonista del suo film, Vice Ganda, ha attribuito la flessione a fattori economici: “L’elevato prezzo del biglietto non è la causa, ma l’effetto della limitata capacità di spesa dei filippini; è già una fortuna se il loro reddito basta a coprire i bisogni essenziali”.

Il MMFF è l’unico festival nelle Filippine in cui tutti i film vengono proiettati nelle sale commerciali del Paese (non che esistano molte cineteche). Poiché si svolge durante il periodo natalizio, la selezione del festival è composta prevalentemente da film commerciali o semi-commerciali, rivolti a un pubblico ampio e caratterizzati da valori e contenuti mirati a un sano intrattenimento familiare filippino.

Nel 2025 il programma del festival includeva il crudo dramma politico Manila’s Finest, interpretato da uno degli attori più celebri delle Filippine, Piolo Pascual; Unmarry, un film avvincente incentrato su un procedimento di annullamento matrimoniale, che è diventato uno dei titoli più discussi della rassegna; il ritorno del popolare franchise horror Shake, Rattle, and Roll (ai filippini piace una bella storia di paura); un sequel del film virale di successo Bar Boys, che affronta la vita di alcuni studenti di giurisprudenza dopo la laurea; Love You So Bad, interpretato da “attori” provenienti dal più popolare reality televisivo del Paese, Pinoy Big Brother; e I’mPerfect, di impronta più indipendente, incentrato sulle difficoltà e le gioie di due adulti con sindrome di Down, interpretati da attori con la stessa condizione.

Registi e osservatori del settore nutrivano grandi aspettative dopo l’edizione 2023 del MMFF, che aveva registrato incassi per 1,069 miliardi di pesos (€ 15 milioni), ma gran parte di tale risultato era dovuta a un singolo film, Rewind, una pellicola incentrata sul matrimonio e su Gesù, capace di attrarre la popolazione prevalentemente cattolica del Paese. Le edizioni successive, tuttavia, non sono riuscite a replicarne il successo. L’edizione 2025 avrebbe registrato un incasso inferiore di circa 100 milioni rispetto agli incassi dell’anno precedente (attorno agli 800 milioni di pesos, pari a 11 milioni di euro), ma la Metro Manila Development Authority, l’ente governativo responsabile del festival, ha sottolineato come per la prima volta sette titoli in programma abbiano superato la soglia delle otto cifre in termini di vendite. Un progresso, probabilmente.

Ciononostante, un numero sempre più elevato di registi e produttori ha scelto di scommettere sull’uscita in sala nel corso dell’ultimo anno. Un esempio significativo è Sunshine di Antoinette Jadaone, che al momento della sua uscita, nel luglio 2025, si è trovato a competere con Superman. Il film ha adottato una strategia di marketing strutturata per affrontare un blockbuster di tali proporzioni. La produzione si è affidata a Lunchbox, un’agenzia emergente nel campo del marketing e della comunicazione cinematografica, per attirare l’attenzione del pubblico. Oltre a una campagna di pubbliche relazioni coordinata prima dell’uscita del film, le star del film, guidate dalla popolare attrice Maris Racal, e la troupe hanno partecipato a sessioni di domande e risposte dopo le proiezioni. Ciò ha permesso al pubblico di approfondire le tematiche del film, legate a questioni complesse come l’aborto e i diritti delle donne, e di entrare in contatto diretto con l’attrice.

Alla fine, Sunshine è riuscito a imporsi. Il passaparola è stato fondamentale: secondo le previsioni, nella seconda settimana il film avrebbe dovuto essere programmato in sole tre sale, ma con il passare delle settimane il numero di schermi è aumentato; le proiezioni con il tutto esaurito hanno alimentato ulteriormente l’attenzione, mentre i post sui social media hanno generato FOMO [la paura di essere tagliati fuori], stimolando il dibattito. Entro l’ultima settimana di agosto, il film aveva incassato 7 milioni di pesos (circa € 685.000).

Il caso di Sunshine conferma le parole di Kriz Gazmen, capo della ABS-CBN Films, secondo il quale, perché il pubblico lasci lo streaming e torni in sala, un film deve diventare un evento. Il suo studio, che è uno dei maggiori produttori commerciali del Paese (se non il principale) ha rallentato la propria attività e nel 2025 ha realizzato soltanto cinque lungometraggi, dominando però il botteghino filippino: i tre maggiori incassi dell’anno provengono infatti dalla sua scuderia: Call Me Mother con 392 milioni di pesos (€ 5 milioni), il dramma familiare dal cast stellare Meet, Greet, and Bye con 260 milioni (€ 3,7 milioni) e la commedia romantica My Love Will Make You Disappear con 173 milioni (€ 2,5 milioni). Si tratta, certo, di risultati relativamente contenuti. Tuttavia, Gazmen sottolinea l’adozione di un approccio più calibrato da parte di ABS-CBN Films, anche alla luce di vicende particolarmente sfavorevoli che hanno coinvolto la società madre ABS-CBN (il cui rinnovo della concessione è stato negato dal governo filippino, determinandone la chiusura; una decisione che alcuni hanno interpretato come una mossa politica dell’amministrazione di Rodrigo Duterte nel 2020).

Gazmen afferma che investire su un numero limitato di film è il massimo che il mercato può sostenere nel periodo post-pandemia: “La gente ha chiuso i cordoni della borsa. Si fa fatica a spendere. Per questo facciamo tutto il possibile affinché un film diventi un evento, che non ti faccia dire: ‘Lo guarderò quando arriverà su Netflix’. Perché, dal momento che tutti lo hanno visto, devi vederlo anche tu. E devi anche scrivere il tuo commento sui social media, pubblicare la foto del biglietto, cose così”.

Per Star Cinema, i film devono possedere alcune caratteristiche fondamentali prima di essere distribuiti: (1) interpreti per i quali il pubblico sia disposto a pagare un biglietto; (2) storie capaci di entrare in risonanza con un pubblico il più ampio possibile (potenzialmente anche oltre i confini nazionali, includendo la diaspora e i lavoratori filippini all’estero); (3) un’esperienza emotiva che giustifichi la visione in sala.

Finora sembra che la loro strategia stia funzionando, ma non abbastanza, se si considerano i dati pre-pandemici, quando gli incassi potevano superare i 400 milioni di pesos e oltre (sebbene il film filippino con il maggior incasso di tutti i tempi, una co-produzione tra Star Cinema e ABS CBN Films, sia uscito nel 2024).

Pure le controversie hanno contribuito a portare i film al loro pubblico. Nel marzo 2025 Food Delivery: Fresh from the West Philippine Sea di Baby Ruth Villarama è stato ritirato dal CinePanalo Film Festival. Il film documenta le tensioni nel Mar occidentale delle Filippine, dove la Cina ha adottato misure ostative per dissuadere pescatori, marinai e guardacoste, impegnati nella protezione delle acque contese (che le Filippine hanno ottenuto con una storica sentenza arbitrale del 2016 che la Cina ha finora rifiutato di riconoscere). Villarama ha denunciato la presenza di fattori politici ed economici dietro il ritiro. Nel giugno 2026 il documentario ha debuttato al DocEdge in Nuova Zelanda, dove il consolato cinese ha chiesto che venisse ritirato dal festival. Ha fatto ritorno nelle Filippine con proiezioni limitate in luglio e in agosto, tutte esaurite nonostante il prezzo dei biglietti fosse più elevato.

Il costo del biglietto resta il motivo principale citato dal pubblico per la scarsa affluenza nelle sale cinematografiche (al contrario, le produzioni teatrali non hanno difficoltà a riempire i teatri, ma si tratta di un ambito completamente diverso). È per questo che Sunshine ha stipulato un accordo esclusivo con un centro commerciale per offrire biglietti a prezzo ridotto, fattore che ne ha decretato il successo. Il pubblico affolla le sale quando i biglietti sono economici o addirittura gratuiti (le proiezioni dei film dello Studio Ghibli arrivano persino a generare fenomeni di bagarinaggio). Il tema è stato discusso anche dai legislatori, quando la lentezza delle vendite del MMFF è stata oggetto di acceso dibattito sui social media.

Secondo Bing Advincula della Cinema Exhibitors Association of the Philippines (CEAP), l’industria cinematografica non ha ancora recuperato nemmeno la metà dei guadagni pre-pandemia da Covid-19.
“Prima della pandemia, nel 2019, l’industria cinematografica aveva incassato quasi 13 miliardi di pesos (€ 189 milioni)”, ha dichiarato in un report. “Dopo, nel 2022, l’incasso è stato di 4,5 miliardi di pesos. Nel 2023, 6,5 miliardi. Nel 2024, 6,1 miliardi. Infine, nel 2025, 6,7 miliardi”.

Nonostante ciò, nel 2025 sono usciti alcuni titoli interessanti. Anche una produzione costosa, come Quezon, ultimo episodio della trilogia storica filippina sul “bayaniverso” (ovvero l’universo dei bayani, “eroi” in filippino), ha tentato di stabilire un legame con il pubblico. Il film è uscito nelle sale nell’ottobre 2025. Sono passati sette anni da Goyo: The Boy General (Goyo: Ang Batang Heneral), l’ultimo capitolo della trilogia, ma gli autori hanno ritenuto di avere un debito nei confronti del pubblico e di dover completare il “bayaniverso”.

“Portare a termine questo ‘bayaniverso’ è un atto di martirio o di assoluto sacrificio”, ha dichiarato Jose Javier Reyes, Presidente e CEO del Film Development Council of the Philippines, “Ma spero che la giovane generazione di registi filippini colga la responsabilità insita nel tipo di film che realizziamo. Essere un cineasta vuol dire di più che fare la rock star: significa proporre visioni che arricchiscono e consolidano la cultura della nostra nazione”.

Quezon avrebbe incassato circa 100 milioni di pesos (€ 1,4 milioni) al botteghino, confermandosi come uno dei film di maggior successo del 2025. Come nel caso di Sunshine, il film ha fatto leva sul passaparola (sia prima, sia durante la programmazione in sala), una strategia che si era già dimostrata vincente nel 2015 per il primo capitolo della trilogia, Heneral Luna, oltre a una massiccia campagna mediatica e a tour nelle sale per coinvolgere il pubblico.

Perfino programmi televisivi, come la serie documentaristica KMJS, hanno cercato di ritagliarsi uno spazio sul grande schermo attraverso i loro popolarissimi special di Halloween, diretti da registi emergenti e affermati. Nel 2025, KMJS ha distribuito Gabi ng Lagim: The Movie, seguendo il formato antologico dei loro special. Il film è uscito a fine novembre ed è stato acquisito da Sony Pictures Releasing International per la distribuzione.

Un’altra uscita di rilievo è rappresentata dal documentario Eraserheads: Combo on the Run, una cronaca intima della più grande rock band filippina. Il film ha il pregio di essere il primo documentario filippino mixato in Dolby Atmos. Non sono ancora stati resi noti i risultati al botteghino, ma la distribuzione è affidata a Warner Bros. Pictures e l’uscita nelle sale nordamericane è prevista per il 2026 tramite Abramorama.

L’attrice e regista Alessandra De Rossi ha inoltre presentato l’esperimento più interessante dell’anno, Every Juan Knows Everyone, una commedia girata in un unico piano sequenza che riunisce probabilmente i migliori attori e attrici del cinema e della televisione filippina. Il film, co-prodotto da un altro colosso commerciale, Viva Films, è uscito nell’ottobre 2025. I dati sugli incassi non sono ancora stati resi pubblici.

A proposito di Viva, la compagnia ha finalmente portato avanti il suo CineSilip, un festival di cinema erotico che ha dato vita a una selezione interessante. Il festival ha segnato il ritorno dell’erotismo sul grande schermo, dato che i film del servizio di streaming erotico di Viva, VMX, difficilmente lasciano la piattaforma. Il grande vincitore della rassegna è la commedia drammatica super-pop Dreamboi, che racconta l’ossessione di una donna trans per una star dell’audio porno.

Nella sua intervista a Rolling Stone Philippines, Gazmen sottolinea come il pubblico sia diventato più esigente, grazie ai servizi di streaming che permettono di guardare film e serie con una qualità produttiva più elevata. Questo, secondo lui, spiega in parte perché i film filippini vengano spesso derisi per l’uso ripetitivo di formule e cliché (un problema di percezione e accessibilità, secondo il presidente del FDCP, Reyes).

“Non importa quanto potere divistico tu abbia: se il film non è buono, il passaparola è già compromesso. È difficilissimo oggi, perché serve una combinazione di troppi fattori: star power, narrazione, sceneggiatura. Soprattutto al giorno d’oggi, le persone sono più abili a individuare i difetti tecnici. Un tempo, lo spettatore medio non se ne accorgeva nemmeno, ora notano perfino la fotografia”, afferma Gazmen.

“Esigente” è proprio il termine giusto. Letterboxd ha reso il pubblico giovane più consapevole del proprio lato cinefilo, mentre i social media hanno fatto proliferare i critici cinematografici. Questo tipo di pubblico affolla i festival locali e le proiezioni speciali per ampliare i propri orizzonti cinematografici. Resta da vedere se daranno fiducia alle promesse del cinema commerciale filippino. Basti pensare che uno dei maggiori successi del Cinemalaya Film Festival, il dramma lesbico Open Endings, si presenta come una versione indie e queer di una produzione Star Cinema.

Ma, come ha sottolineato in un sondaggio il presidente della FDCP, Reyes, l’attuale politica dei prezzi dei biglietti ha praticamente tagliato fuori le fasce di reddito più basse che un tempo frequentavano le sale, un punto evidenziato anche da Lana nel suo post. Quello che una volta veniva chiamato il pubblico “bakya” (letteralmente “zoccoli di legno”), ovvero la grande massa che amava i melodrammi e i film romantici di genere, ora dà priorità ad altri bisogni piuttosto che spendere soldi per una commedia romantica di due ore. Solo le classi più agiate e una piccola parte del ceto medio possono permettersi di andare al cinema.

Rivolgendosi al pubblico, Reyes ha lanciato un appello agli spettatori filippini: “Dobbiamo essere consapevoli che, se vogliamo restituire vita, vivacità e rilevanza al cinema filippino, non è solo compito dei registi… è compito del pubblico. Tutto dipende dal pubblico. Se non crediamo noi per primi nelle opere dei nostri registi, chi altro dovrebbe farlo? È fondamentale sostenere i film di spessore, o quelli che sanno regalarci risate e commozione, anche se solo per poche ore”.

Fonti

tribune.net.ph
entertainment.inquirer.net
www.abs-cbn.com
www.facebook.com/rapplerdotcom
www.philstar.com
variety.com
Don Jaucian