Demon Slayer: Kimetsu no yaiba Il Castello dell’Infinito

Successi sfavillanti: il cinema giapponese nel 2025

Nel 2025 il blockbuster di animazione Demon Slayer: Kimetsu no yaiba Il Castello dell’Infinito e il successone live-action Kokuho – Il maestro di kabuki hanno portato il box office giapponese verso nuove vette. Contemporaneamente, i film giapponesi hanno ottenuto premi e apprezzamenti nel circuito festivaliero, annunciando l’ascesa di una nuova generazione di cineasti di altissimo livello.

Il 2025 è stato un anno da record per il botteghino giapponese, con ricavi che nel giro di un anno sono aumentati del 32,6% per un totale di 274,45 miliardi di yen (1,8 miliardi di dollari statunitensi), secondo i dati raccolti dall’organizzazione di settore Motion Picture Producers Association of Japan (Eiren). Le presenze in sala hanno anch’esse avuto un incremento del 30,7%, per un totale di 188,7 milioni, il che equivale al secondo dato più alto del millennio.
Questo risultato supera il massimo storico precedente (261,18 miliardi di yen) stabilito nel 2019, quando il film di animazione di Shinkai Makoto Weathering with YouLa ragazza del tempo aveva dato una spinta eccezionale al botteghino con incassi per 14,2 miliardi di yen. Tale record è determinato dal fatto che, dall’anno 2000, Eiren considera gli incassi lordi come parametro di valutazione del successo al botteghino, mentre in precedenza il riferimento principale erano i ricavi delle società di distribuzione.

Nel 2025 a dominare i vertici della classifica del botteghino nipponico sono stati i grandi film di animazione, primo fra tutti Demon Slayer: Kimetsu no yaiba Il Castello dell’Infinito, che ha incassato 39,14 miliardi di yen. Il film, che è il capitolo più recente della saga dark fantasy Demon Slayer, è stato distribuito in Giappone a luglio da Aniplex e Toho. I suoi incassi totali lo collocano al secondo posto nella classifica dei maggiori incassi di sempre in Giappone, subito dopo il primo film della serie, Demon Slayer: Il treno Mugen, che chiuse il 2020 con un incasso di 40,75 miliardi di yen.

A livello mondiale, Il Castello dell’Infinito ha incassato 730 milioni di USD, superato quest’anno solo dal successo animato cinese Ne Zha 2 (2,2 miliardi di USD, anche se il 97% degli incassi proviene dalla Cina continentale).

Al primo posto tra i film live-action e al secondo in assoluto si è classificato Kokuho, ambientato nel mondo del kabuki nel secondo dopoguerra, con incassi per 19,55 miliardi di yen. Diretto da Lee Sang-il e tratto da un romanzo in due parti di Yoshida Shuichi, il film segue le vite di due onnagata (attori specializzati in ruoli femminili) che da adolescenti diventano amici e rivali nella Osaka postbellica, e che negli anni successivi intraprendono strade diverse. Uno dei due, figlio di un membro della yakuza e interpretato da adulto da Yoshizawa Ryo, diventa kokuho (tesoro nazionale), titolo onorifico conferito dal governo giapponese ai maestri delle arti tradizionali.

Uscito a giugno dello scorso anno e sostenuto da un forte passaparola, Kokuho ha rapidamente conquistato il primo posto al botteghino, mantenendolo per settimane. Per il 24 novembre aveva già fatto incassi per 17,37 miliardi di yen, superando il record storico per un film giapponese live-action detenuto da Bayside Shakedown 2, successone del 2003. Oggi il film occupa l’11° posto nella classifica del botteghino giapponese di tutti i tempi, comprendente sia i film nazionali che quelli stranieri.

Kokuho ha confutato alcune convinzioni comuni tra gli addetti ai lavori, sia per la sua durata di tre ore, ritenuta eccessiva per la scarsa capacità di concentrazione del pubblico contemporaneo, sia per il suo tema, visto che il mondo del kabuki è ritenuto troppo di nicchia per il pubblico mainstream. In riferimento a queste opinioni, il produttore veterano della Toho Ichikawa Minami, in un articolo per il sito President Online, ha ammesso che la sua società il più importante produttore, distributore ed esercente del Giappone giudicava Kokuho un progetto “ad alto rischio commerciale”, e aveva deciso di distribuirlo senza però finanziarlo completamente.

Invece, la vivace regia di Lee Sang-il, gli alti valori produttivi e le interpretazioni avvincenti dei due protagonisti, che si sono allenati per mesi nel kabuki prima dell’inizio delle riprese, hanno trasformato il film in un evento imperdibile, anche per un pubblico appassionato di cinema ma il cui unico contatto con il kabuki risaliva ai tempi delle uscite scolastiche.

Al terzo posto nel botteghino 2025 si è classificato Detective Conan: One-Eyed Flashback, 28° episodio della celebre serie investigativa di animazione. Al quarto posto troviamo Chainsaw Man – Il film: La storia di Reze, un anime tratto da una serie manga su un adolescente in grado di trasformare parti del proprio corpo in motoseghe e di usarle per combattere demoni che minacciano l’umanità. A completare la classifica dei primi cinque film al botteghino c’è il fantasy live-action comico Cells at Work!, che ha incassato 6,36 miliardi di yen. Il film, con Nakano Mei nel ruolo di un laborioso globulo rosso e Satoh Takeru in quello di un temerario globulo bianco che la protegge, è stato presentato in anteprima italiana al FEFF 27.

La principale società di distribuzione è stata la Toho, che ha distribuito o co-distribuito i primi quattro film in classifica, oltre ad altri successi al botteghino, con ricavi pari a 160,5 miliardi di yen. La società, nota per aver lanciato la saga di Godzilla 70 anni fa, ha rappresentato quasi la metà degli introiti complessivi del settore.

I film stranieri, con una crescita del 30,7%, hanno mostrato segnali di ripresa dopo il crollo causato dalla pandemia e dagli scioperi di sceneggiatori e attori hollywoodiani. Nonostante ciò, nel 2025 i film nazionali hanno conquistato il 75,6% del mercato, mentre quelli stranieri si sono fermati al 24,4%. L’epoca in cui Hollywood dominava stabilmente il mercato giapponese, anno dopo anno, decennio dopo decennio, appare sempre più lontana.

Il film non giapponese con i maggiori incassi nel 2025 è stato Mission: Impossible – The Final Reckoning, che era nono in classifica con 5,8 miliardi di yen. Se vogliamo fare un confronto, nel 2019 ben sei film stranieri avevano ottenuto risultati superiori, guidati da Frozen II – Il segreto di Arendelle con incassi per 14,2 miliardi di yen.

La soglia del miliardo di yen, tradizionalmente considerata il parametro per definire un successo al botteghino giapponese, è stata superata da 38 film giapponesi e 12 film stranieri. I film nipponici, inoltre, sono stati ben rappresentati nei più importanti festival internazionali del 2025, in particolare al festival di Cannes, dove Renoir, secondo lungometraggio di Hayakawa Chie, è stato presentato in concorso. Il film, tratto dalle esperienze d’infanzia della regista, narra la storia di una bambina undicenne indipendente e fantasiosa (interpretata dalla talentuosa esordiente Suzuki Yui), alle prese con la malattia terminale del padre che sta morendo di cancro. Vivido nella sua impronta impressionistica e attento al momento, Renoir sovverte le convenzioni del melodramma medico tipico del cinema giapponese, con un effetto luminoso e, alla fine, esaltante.

Sempre al festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard, è stato presentato il film drammatico A Pale View of the Hills di Ishikawa Kei, tratto dall’omonimo romanzo d’esordio del premio Nobel Ishiguro Kazuo.

Le attrici protagoniste Hirose Suzu e Nikaido Fumi vestono i panni di due donne molto diverse per carattere e condizione: una giovane casalinga tremendamente educata (Hirose) e una energica madre single (Nikaido). Le due diventano amiche nella Nagasaki del dopoguerra, legate dall’esperienza comune di essere sopravvissute alla bomba atomica. Onirico e poliedrico, il film sfugge a ogni interpretazione scontata, offrendo una nuova e inquietante definizione di “realismo magico”.

Il riconoscimento festivaliero più prestigioso dell’anno è andato però a Two Strangers, Two Seasons di Miyake Sho. Tratto da due manga dell’autore di culto Tsuge Yoshiharu, il film incentrato su una sceneggiatrice (Shim Eun-kyung) che intraprende un viaggio di rinascita creativa è visivamente straordinario, ingegnoso nella trama, indagatore e carico di malinconia. Presentato in anteprima al 78° festival di Locarno, Two Strangers, Two Seasons ha ricevuto il Pardo d’Oro: è il primo film giapponese a ottenere il massimo riconoscimento del festival dai tempi di La rinascita di Kobayashi Masahiro, nel 2007.

La perdita più grande dell’anno è stata la scomparsa, all’età di 92 anni, di Nakadai Tatsuya, un attore che aveva lavorato con quasi tutti i registi dell’epoca d’oro del cinema giapponese postbellico. Fuori dal Giappone era noto soprattutto per le sue collaborazioni con Kurosawa Akira, per il quale aveva interpretato ruoli diversissimi, dal gangster armato di pistola in La sfida del samurai (1961) all’anziano e folle feudatario, ispirato allo shakespeariano Re Lear, in Ran (1985).

Nakadai, che per tutta la vita non ha mai smesso di studiare l’arte della recitazione e che nel 1975 aveva anche fondato una scuola di recitazione insieme alla moglie attrice, possedeva una presenza scenica imponente e inconfondibile. Pur avendo interpretato un’ampia varietà di ruoli, a livello internazionale è diventato celebre soprattutto per i suoi film di maggior peso, come la trilogia bellica The Human Condition (1959-61) e il dramma di samurai Harakiri, entrambi del regista Kobayashi Masaki e considerati capolavori nel loro genere.

Nella fase finale della sua carriera Nakadai ha vissuto una nuova stagione artistica grazie a un altro Kobayashi Masahiro e ha affrontato i temi dolorosi legati all’invecchiamento in film come Haru’s Journey (2010), Japan’s Tragedy (2012) e Lear on the Shore (2017).

I record al botteghino possono anche essere superati ma Nakadai rimane, ora e sempre, come l’epoca che ha rappresentato in modo davvero indelebile: unico, glorioso e irripetibile. 
Mark Schilling